Il Bilancio di previsione dello Stato per il 2026 è oggetto di forte critica da parte di AGISCI Italia, che giudica la manovra – per le parti che si conoscono fino ad oggi – inadeguata e priva di una visione strategica, con effetti negativi su famiglie e piccole e medie imprese.
«Le misure di cui abbiamo notizia fino ad ora per il Bilancio di previsione dello stato per l’anno 2026, previste per le famiglie, sono insufficienti e frammentarie – dichiara Fabio Desideri (nella foto), Segretario politico di AGISCI Italia – e non risultano in grado di contrastare la perdita di potere d’acquisto causata dall’aumento del costo della vita. Il mancato rafforzamento dei servizi pubblici essenziali, dalla sanità all’istruzione fino all’assistenza, rischia di trasferire ulteriori oneri sui cittadini, aggravando le disuguaglianze sociali e territoriali».
Secondo AGISCI Italia, desta particolare preoccupazione anche l’assenza di politiche strutturali su casa, natalità e sostegno ai redditi medi e medio-bassi, che «evidenzia una grave carenza di visione sul futuro del Paese e sulla coesione sociale».
Fortemente critico è inoltre il giudizio sull’impatto della manovra sulle PMI. «Il Bilancio 2026 non offre certezze né strumenti adeguati a chi produce ricchezza e occupazione – prosegue Desideri – l’incertezza sugli incentivi, la riduzione delle risorse disponibili e l’assenza di una chiara politica industriale compromettono la capacità delle piccole e medie imprese di programmare investimenti e sviluppo».
AGISCI Italia segnala inoltre come la continua introduzione di misure temporanee e di interventi straordinari in ambito fiscale contribuisca a generare instabilità normativa, penalizzando le imprese più corrette e maggiormente radicate nei territori.
Nel complesso, per AGISCI Italia il Bilancio di previsione 2026, per i dati e le informazioni di cui disponiamo fino ad ora, rappresenta una manovra di corto respiro, orientata a rispondere a esigenze finanziarie immediate e a logiche politiche contingenti, piuttosto che ad affrontare le criticità strutturali dell’economia italiana. «Il rischio concreto – avverte Desideri – è un rallentamento della domanda interna, un indebolimento del tessuto produttivo e un ulteriore ampliamento delle disuguaglianze economiche e sociali».
«Serve un cambio di rotta netto e immediato – conclude Desideri – occorrono politiche strutturali a sostegno dei redditi, investimenti stabili nei servizi pubblici, una strategia industriale coerente e un quadro fiscale equo e prevedibile. In assenza di correzioni sostanziali, il Bilancio 2026 rappresenta un’occasione mancata e un segnale preoccupante per il futuro del Paese».
