Accesso abusivo a sistemi informatici, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e falso: sono le ipotesi di reato per le quali la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Antonio Laudati e dell’ex finanziere Pasquale Striano nell’ambito dell’inchiesta sui presunti dossieraggi realizzati attraverso consultazioni illecite delle banche dati delle forze dell’ordine e della Dna. Va invece verso l’archiviazione la posizione del giornalista Nello Trocchia, il cui fascicolo è stato stralciato dall’indagine principale. La richiesta di rinvio a giudizio è stata depositata dai pm Giulia Guccione e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco davanti al giudice dell’udienza preliminare della Capitale e coinvolge anche altri indagati. Al centro dell’inchiesta ci sono centinaia di accessi considerati non autorizzati ai sistemi informatici riservati. Secondo gli atti dell’accusa, le interrogazioni sospette sarebbero addirittura oltre mille. Le contestazioni erano già state anticipate nell’avviso di conclusione delle indagini notificato lo scorso novembre, ma nelle settimane successive il quadro accusatorio si è arricchito di nuove informative investigative e di ulteriori addebiti nei confronti di Striano. Gli inquirenti ritengono che dalle banche dati sarebbero state acquisite informazioni sensibili poi finite all’esterno degli uffici giudiziari. L’indagine ha avuto un iter complesso anche sul piano della competenza territoriale. Avviata inizialmente dalla Procura di Roma, era stata successivamente trasferita a Perugia. Nel febbraio del 2025, però, il fascicolo è rientrato nella Capitale dopo le decisioni assunte dal gip e dal Tribunale del Riesame umbro, anche alla luce di una pronuncia della Cassazione sui procedimenti riguardanti magistrati della Direzione nazionale antimafia. Tra i nomi oggetto dei presunti accessi abusivi alle banche dati figurano il ministro della Difesa Guido Crosetto, l’ex premier Matteo Renzi, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, la deputata Marta Fascina, oltre al presidente della Figc Gabriele Gravina e all’allenatore Massimiliano Allegri. In una nota, l’avvocato Andrea R. Castaldo, difensore di Antonio Laudati ha sottolineato che : ” Quale difensore di fiducia” – siamo – fiduciosi di chiarire la sua posizione di assoluta estraneità ai fatti contestati, estraneità già emersa nell’interrogatorio reso ai Pubblici Ministeri romani e ulteriormente avvalorata dai successivi riscontri raccolti nel corso delle indagini preliminari”. Aggiunge poi l’ex sostituto procuratore della Dnaa Antonio Laudati: ” non ho mai effettuato alcun accesso a sistemi informatici di banche dati, non ho mai divulgato informazioni o documenti a nessuno, mi sono limitato a delegare indagini al gruppo sos della Dna (composto da dieci persone e non solo da Striano) rispettando le norme interne dell’Ufficio”.
Emilio Orlando (La Presse)
