di Riccardo Bizzarri (*)
C’è chi trova sotto l’albero un maglione brutto della zia, e chi invece trova un Boeing 747-8 extra lusso, con tanto di dorature, moquette degna di Versailles e bidet incorporato (che non si sa mai in alta quota). Succede nel 2025, nel mondo in cui viviamo, dove Donald Trump — l’unico uomo capace di dire “You’re fired” anche al GPS — riceve un palazzo reale volante in regalo dalla famiglia reale del Qatar. Perché no?
La notizia, riportata dall’ABC, ha fatto il giro del globo e probabilmente anche qualche giro sul radar della NASA. Il jet, che a confronto l’aereo di Barbie sembra un bus Flixbus, è stato donato con la grazia di chi ti lascia il resto da 500 euro al bar. E giusto per non destare sospetti, il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che tutto è “legalmente ammissibile” a patto che, quando Trump lascerà la Casa Bianca (presumibilmente quando Marte avrà una metro funzionante), l’aereo venga trasferito alla sua biblioteca presidenziale. Che immaginiamo sarà a forma di campo da golf.
Ora, qualche domanda sorge spontanea:
- Ma se i Re Magi hanno portato oro, incenso e mirra… il Qatar porta Boeing?
- E chi lo parcheggia un jet così a Palm Beach senza che il vicino chiami i vigili?
- Ma soprattutto: dov’è finita l’umile eleganza dell’aereo di Roosevelt, che durante la guerra mondiale usava un Douglas C-54 e si accontentava di arrivare vivo?
“Let them eat cake”, diceva Maria Antonietta. E Trump oggi, pare dire: “Let me fly gold.”
Ma mentre lui sfreccia nei cieli come un re del cloud, noi ci accontentiamo del nostro cielo a rate, di Ryanair con i sedili imbullonati e il check-in alle 3 del mattino per risparmiare 8 euro. E l’aria condizionata che parte solo se hai la carta fedeltà.
In un mondo in cui le pompe di calore si rottamano con incentivi e i frigoriferi parlano con Alexa, Donald riceve jet di stato come fossero colombe pasquali. Perché questo è il 2025, amici: un’epoca in cui le monarchie del Golfo regalano aerei agli ex conduttori di reality, e noi non riusciamo nemmeno a ottenere la linea con il call center del 730.
Chissà cosa direbbe Giulio Cesare: Alea iacta est, il dado è tratto. Ma forse, vedendo la scena, avrebbe detto: “Et tu, Qatar?”
(*) Giornalista
