Economia e Lavoro

Editoria: Cdr La Repubblica, annuncio vendita oggi è la mancanza di rispetto finale

“Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group proprio nelle ore in cui i giornalisti sono impegnati nel lavoro per raccontare la vittoria del No al referendum, momento assai importante per l’Italia intera e per il nostro giornale. Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell’ormai ex editore di Repubblica”. Così in una nota il Cdr di La Repubblica.

“Non sentiremo la sua mancanza – si aggiunge -. Dopo aver smembrato e venduto pezzo a pezzo uno storico gruppo editoriale, l’addio di John Elkann a Gedi avviene quindi nel peggiore dei modi, senza tenere in alcun conto nel contratto di compravendita le richieste di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, di perimetro e di rispetto dell’indipendenza e della collocazione del giornale per cui la redazione di Repubblica continuerà a battersi ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta.

Una richiesta di garanzie che adesso riproporremo per intero al nuovo editore augurandoci che le belle intenzioni di sviluppo del gruppo Gedi ribadite nella prima nota stampa trovino realizzazione nel pieno rispetto dei livelli occupazionali, delle realtà delle redazioni locali, della storia di questo giornale. La nostra battaglia non è finita, ma continua”.

Poi la nota della Federazione Nazionale della Stampa.

Fnsi, tutelare prodotto e diritti giornalisti Repubblica

“In nove anni si è compiuta la parabola del gruppo Gedi. Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo ha trasformato nella più grande cessione di testate che si sia mai vista in Italia. Con il passaggio dell’azionariato al greco Kyriakou e la cessione della Stampa a Sae il gruppo non esiste più. Restano le macerie e molti interrogativi sul perché dell’operazione cominciata nell’aprile 2017”. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.

“La Federazione nazionale della Stampa italiana – prosegue – prende atto del passaggio di proprietà e si schiera al fianco dei colleghi di Repubblica così come è accanto a quelli della Stampa. In attesa di capire meglio, e oltre i pochi concetti espressi nelle comunicazioni societarie, come il nuovo editore intende il concetto di pluralismo dell’informazione e come vuole sviluppare la sua attività conformemente alle leggi italiane, la Fnsi osserva che ancora una volta Elkann ed Exor hanno scelto la strategia della distrazione di massa, comunicando la cessione nel pomeriggio del referendum, quando tutto l’interesse della politica e della società italiana è rivolto ai risultati della consultazione. A cessione avvenuta, restano i temi della tutela del prodotto – a cominciare dal quotidiano cartaceo fino all’online e alle radio – del perimetro occupazionale e dei diritti dei giornalisti, sui quali la Fnsi non farà sconti all’editore che si affaccia adesso sul mercato italiano”.

Red

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