di Ortensio Palmense
Si è concluso il confronto tra governo, impresa e sindacati al tavolo Electrolux al Mimit. La discussione tra le parti è stata rinviata a settembre. Poi le valutazioni di Governo e Sindacati. Per l’Esecutivo le conclusioni di questa prima fase di trattativa sono state affidate al ministro Urso.
“Il Governo è al lavoro con determinazione per creare le condizioni necessarie a una soluzione condivisa, concreta e sostenibile, che tuteli tutti i lavoratori, eviti i licenziamenti e salvaguardi gli stabilimenti e le produzioni in Italia. I precedenti incontri tecnici e il tavolo odierno rappresentano un primo passo importante del percorso che ci eravamo prefissati, sul quale continueremo a lavorare con la massima determinazione. Ora ci aspettiamo che l’azienda dia seguito al confronto, definendo tempi certi per il processo di transizione e presentando una nuova proposta industriale già nel prossimo tavolo che sarà convocato ai primi di ottobre, dopo gli incontri tecnici già fissati per il 3-4 settembre, che assicuri prospettive concrete per il futuro di Electrolux in Italia”, ha aggiunto Urso. Nel corso del tavolo il ministro ha ribadito che la vertenza Electrolux è un caso europeo, non solo nazionale, evidenziando che negli ultimi sei anni sono già stati chiusi 25 stabilimenti dell’elettrodomestico in Europa. “Bisogna agire subito o rischiamo il collasso industriale. Per questo abbiamo promosso e presentato un non-paper sul settore, che ha ottenuto il sostegno di Francia, Germania e Polonia, all’attenzione del vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné”. “Un documento – ha aggiunto Urso – che illustrerò al prossimo Consiglio Competitività, previsto a Bruxelles alla fine di settembre, affinché diventi la base della discussione europea”.
Il ministro ha poi evidenziato che i confronti tecnici svolti in questi giorni tra l’azienda e le organizzazioni sindacali hanno già chiarito che il costo dell’energia ha un’incidenza limitata e non può essere indicato come la causa determinante della crisi. Ha quindi ribadito che “il Governo è pronto a fare la sua parte, accompagnando questo percorso di transizione verso una soluzione condivisa, mettendo in campo tutti gli strumenti nazionali disponibili: dalla tutela dei lavoratori, attraverso gli ammortizzatori sociali, al sostegno dei volumi produttivi e degli investimenti. Ogni intervento pubblico dovrà però inserirsi in un piano serio e verificabile, con impegni chiari, da parte dell’azienda e dei sindacati, sulla produzione, sull’occupazione e sul futuro degli stabilimenti italiani”. Poi le valutazioni dei Sindacati a partire dalla Fiom Cgil: “Sono stati fatti sicuramente passi nella vertenza Electrolux al termine dei tre tavoli tecnici che si sono svolti. Ora è necessario chiarire i vincoli a garanzia del perimetro industriale e occupazionale. Nel corso del tavolo di oggi al Mimit l’azienda si è detta disponibile a impegnarsi per una risoluzione positiva della vertenza. Il punto è che Electrolux deve confermare che il nuovo piano non prevederà i 1.700 esuberi, nè la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi”. Così Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico. “Per la risoluzione della vertenza Electrolux – affermano – sono necessari strumenti straordinari che il Governo deve mettere in campo che devono andare nella direzione di favorire il mantenimento in Italia della capacità produttiva e occupazionale in un settore strategico come l’elettrodomestico. Servono ammortizzatori sociali per affrontare la transizione che devono essere accompagnati da strumenti come la riduzione dell’orario di lavoro e i contratti di sviluppo. Il nuovo piano di Electrolux deve prevedere innovazione di prodotti, mantenimento di volumi e dell’occupazione, salvaguardia di tutti gli stabilimenti a partire da Cerreto e garantire la ricerca e sviluppo e l’occupazione per poter affrontare la transizione”. A seguire le valutazioni della Cisl. Nel corso del vertice ministeriale, spiega la Fim Cisl, l’azienda ha ribadito le difficoltà legate alla pressione competitiva esercitata dai prodotti provenienti dai mercati asiatici. Tuttavia, a seguito del percorso di dialogo intrapreso in queste settimane con il sindacato, Electrolux ha dichiarato di aver individuato una serie di azioni mirate all’efficientamento dei costi e alla focalizzazione sulle classi di prodotti a maggiore marginalità, elementi chiave su cui intende rivedere il piano industriale precedentemente presentato. Durante il confronto sono state illustrate le prospettive e gli interventi previsti per i diversi siti produttivi nazionali: per Forlì, l’azienda ha confermato investimenti mirati sui piani di cottura a gas e sulla gamma dei forni, finalizzati alla riduzione dei costi di prodotto e al rilancio della competitività di gamma. Per Susegana, pur registrando una forte esposizione alla competizione asiatica, è previsto il completamento della gamma dei cosiddetti “prodotti svizzeri”, con un target produttivo stimato a 500 mila pezzi. Per Porcia, è prevista la possibilità di investire sulle lavatrici di grande capacità, accompagnate da aggiornamenti tecnologici impiantistici volti a incrementare la produzione fino a 600 mila pezzi. Per quanto riguarda Solaro, forte di una produzione consolidata di 700 mila lavastoviglie, il sito rappresenta un percorso di crescita nei volumi europei attraverso nuovi prodotti e investimenti mirati. A Cerreto sono state individuate diverse azioni per migliorare l’efficienza e ridurre il costo del prodotto, pur permanendo un elevato gap competitivo con i concorrenti nel settore delle cappe. “L’azienda ha comunque ribadito l’impegno al mantenimento dell’attività produttiva e alla ricerca di soluzioni adeguate. L’azienda ha infine sottolineato che, combinando gli interventi di riduzione del costo energetico (sostenuti dalle istituzioni) con gli impegni sul fronte della ricerca e dell’innovazione, si potrà lavorare concretamente per favorire la crescita dei volumi produttivi in Italia”, aggiunge il sindacato che rileva: “I piccoli passi mossi nei recenti tavoli tecnici non sono sufficienti per mettere in sicurezza l’occupazione e il futuro del settore degli elettrodomestici in Italia. Il piano presentato inizialmente dall’azienda prefigura un inaccettabile processo di deindustrializzazione”. Infine la Uil: “L’obiettivo è una soluzione industriale, non mitigare l’impatto sociale”. Così Davide Sperti, segretario generale Uilm, al termine del tavolo al Mimit. Il confronto è stato rinviato a settembre: “Noi sapevamo che questa sarebbe stato una prima verifica, vista la profondità dei problemi sul tavolo, le cui risoluzioni non sono nelle mani dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali”, ha affermato Sperti, aggiungendo che “continueremo a settembre perché questa trattativa è vitale, ma a patto che sia a vantaggio di tutti e non di qualche pezzo degli stabilimenti. Non vogliamo discutere di tagli, perché non parliamo di numeri da esibire sulle slide ma del futuro di migliaia di lavoratori. Quindi non vogliamo sentire parlare di delocalizzazioni”.
