Una sentenza che rappresenta un passaggio importante non solo sul fronte energetico, ma anche nei rapporti tra Stato e autonomie regionali, con un pronunciamento che riafferma infatti il principio di legalità e delimita con chiarezza i poteri dell’amministrazione statale, chiamata ad applicare le norme in vigore fino a eventuale pronuncia contraria della Consulta che ha richiamato il Ministero dell’Ambiente al rispetto delle leggi regionali vigenti. Con la sentenza n. 88 del 2026, depositata oggi infatti, i giudici costituzionali hanno accolto i conflitti promossi dalla Regione Sardegna contro alcuni decreti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativi alla Valutazione di impatto ambientale di impianti da fonti energetiche rinnovabili. Al centro della vicenda vi sono progetti agrivoltaici previsti nelle province di Oristano e Sassari. Secondo la Regione, il Ministero aveva autorizzato le procedure di Via ignorando completamente la legge regionale n. 20 del 2024, che individua le aree idonee e non idonee all’installazione degli impianti FER sul territorio sardo.
