Politica

Eutanasia, Montecitorio deserto per la discussione della Legge sul fine vita

“Un danno che il Parlamento infligge a se stesso”. Così Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Coscioni, commenta l’Aula della Camera semivuota lunedì durante la discussione del testo sul fine vita. “E’ un danno che il Parlamento infligge a se stesso, prima ancora che ai malati che attendono questa legge. Così perde credibilità e non è un bene per il Paese”, ha detto Cappato. Intervistato da “La Stampa”, Cappato ha spiegato che al di là del “danno di immagine”, si è avuta la percezione “che questo non fosse un dibattito legato a una reale volontà di decidere in tempi brevi. Come se la stragrande maggioranza dei parlamentari la considerasse una discussione puramente interlocutoria, sapendo già che verrà rinviata al prossimo anno”. Il testo, per altro, è arrivato a suo avvisto troppo tardi in Aula, “perché sono tre anni che è fermo alla Camera. Ma al tempo stesso, ho visto una fretta improvvisa in tutte le forze politiche, dopo anni di inazione, dopo che abbiamo raccolto le firme per il referendum sull’eutanasia. Sembra si voglia dare un segnale alla Corte costituzionale, chiamata a decidere a breve sull’ammissibilità del quesito referendario”.

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