“Si è svolto l’incontro tecnico previsto sul Decreto che, qualora confermato lo stop dell’area a caldo nei tempi noti, sarà adottato dal Governo per la gestione dell’emergenza dell’ex Ilva Trattandosi di un tavolo tecnico abbiamo, come Fim, evidenziato le nostre necessità dando priorità a quei lavoratori che a oggi non avrebbero copertura e sarebbero oggetto di licenziamenti collettivi. Abbiamo posto l’accento sulla platea che dovrà accedere agli ammortizzatori che sia il più chiara possibile e che il bacino di riferimento includa lavoratori diretti e degli appalti”. Così il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò.
“Resta invariata – afferma – la condizione che bisogna attendere sia l’udienza del 30 settembre che l’incontro in sessioni congiunte del 20 ottobre. È per noi fondamentale che il Governo fornisca quanto necessario per gestire l’emergenza ma per noi non cambiano le priorità. L’Ilva deve seguire il percorso annunciato a Palazzo Chigi di decarbonizzazione con impianto di DRI e Forni elettrici. Questa condizione garantirà il rilancio in chiave eco compatibile della siderurgia è il reimpiego dei lavoratori che oggi vivono questa condizione di tensione e precarietà”.
Fiom, servono più garanzie per lavoratori indotto, si discuta futuro
“La prima cosa che abbiamo chiesto è di consolidare le condizioni di garanzia per i lavoratori dell’indotto. Adesso il ministero dovrà impegnarsi, nel prossimo incontro, ad avanzare alle aziende la nostra proposta, cioè quella di costruire un accordo collettivo che blocchi i licenziamenti, garantisca un ammortizzatore sociale a costo zero e che copra tutti i lavoratori dell’indotto, almeno per il periodo dei prossimi cinque mesi”. Lo ha detto il coordinatore nazionale siderurgia della Fiom Loris Scarpa, al termine del tavolo tecnico sull’ex Ilva al ministero del Lavoro. “Adesso capiremo che cosa risponderanno le imprese”, ha aggiunto, “poi rispetto agli altri temi sono arrivate delle risposte alle nostre richieste ma che non riteniamo ancora sufficienti e adeguate. Il cantiere è aperto, torneremo sui contenuti di questo decreto, sulle questioni continuità industriale e a quelle della continuità lavorativa”. “Rimane centrale che al prossimo tavolo a palazzo Chigi, qualunque sia l’esito della sentenza, si possa discutere sugli impianti e le attività lavorati. Perché l’unica prospettiva per le persone non può essere una cassa integrazione a vita, noi questo non lo accettiamo”
Uilm, pacchetto misure proposto da governo al momento è insufficiente
“All’incontro presso il ministero del Lavoro è stato confermato il quadro di strumenti per il sostegno al reddito anticipato dalla ministra Calderone nell’ultimo incontro a Palazzo Chigi: cigs in deroga per l’indotto, cigs con integrazione per AdI AS e Ilva AS ed anticipo pensionistico per i lavoratori usuranti, incentivi alle imprese per le ricollocazioni. Il pacchetto di possibili provvedimenti che il governo vorrebbe adottare, per quanto ci riguarda è al momento insufficiente e abbiamo la necessità di avere chiarimenti di dettaglio sulle norme del futuro decreto d’urgenza per la gestione dell’emergenza sociale”. Così Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm che segue il settore.
Innanzitutto, osserva, “al momento non abbiamo garanzie per la piena copertura per i lavoratori dell’indotto, né un riconoscimento, urgente per noi, dei lavori usuranti, dell’esposizione all’amianto e prepensionamenti per tutti i lavoratori; e ancora non abbiamo avuto conferma dell’incentivazione all’esodo che possa dare la possibilità ai lavoratori di scegliere percorsi alternativi. Per noi non c’è differenza tra i lavoratori, diretti, dell’appalto o in Ilva AS: tutti devono avere pari dignità e tutele. Dal governo ci aspettiamo che faccia tutto ciò che è necessario per tutelare i lavoratori. Infine, oltre alla necessità di dover affrontare la fase emergenziale con strumenti transitori, occorre riprendere la discussione sulla prospettiva industriale di lungo periodo. Quindi occorre quanto prima la ripresa del confronto con il governo a Palazzo Chigi”.
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