Cronaca

Ex Ilva, il processo riparte da zero. Annullata la sentenza di primo grado. Codacons: “Giustizia celebra il suo funerale

Ricomincerà da zero davanti al Tribunale di Potenza il processo “Ambiente svenduto” sul disastro ambientale provocato dell’ex Ilva di Taranto. Lo ha stabilito la corte d’Assise d’Appello di Taranto annullando la sentenza del primo grado di giudizio che aveva portato alla condanna di 26 imputati, tra cui i fratelli Fabio e Nicola Riva, ex proprietari dello stabilimento, e l’ex governatore pugliese Nicola Vendola.

In particolare, secondo quanto riferisce “La Gazzetta del Mezzogiorno”, i giudici del secondo grado di giudizio hanno accolto le richieste dei difensori di trasferire il procedimento a Potenza. Stando alle argomentazioni delle difese accolte dai giudici d’appello, i giudici tarantini autori della sentenza di primo vanno considerati “parte offese” perché molti di loro (il collegio era composto da giudici togati e popolari) vivono nei quartieri di Taranto colpiti dal disastro ambientale finito al centro del procedimento. Grande delusione viene espressa dal Codacons per la decisione della Corte d’assise d’appello di Lecce che ha annullato la sentenza di primo grado del processo Ambiente Svenduto.
In Italia sembra esserci licenza di uccidere in nome del profitto – commenta l’associazione dei consumatori, che nel processo rappresenta alcune parti civili – Centinaia di parenti delle vittime dell’inquinamento di Taranto e malati di tumore saranno ora costretti ad iniziare un nuovo iter giudiziario a Potenza, a tutto vantaggio degli imputati, dell’acciaierai e della famiglia Riva.
Il Codacons presenterà ora un esposto per incompetenza contro i giudici (Misserini e D’errico) che hanno emesso la sentenza annullata dalla Corte, affinché siano accertate le relative responsabilità nella vicenda giudiziaria.

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