Primo piano

Fanno più male gli aerei israeliani o gli iraniani pagati dal Mossad?

di Giuliano Longo

Cosa sta succedendo con questo scambio di missili fra Israele e Iran?

Anche se a parole la difesa iraniana dichiara di aver abbattuto quelche F-35 di produzione americana la verità è che   la difesa aerea iraniana durante il giorno non funziona, la notte invece fa volare missili che colpiscono le città israeliane

La domanda è allora : quanti missili antimissile possiede Israele? Dopo la sesta  notte, emerge  il sospetto che Israele non abbia una difesa impenetrabile se  non sono in grado di fare nulla con il Fattah-1ipersonico iraniano che ha già colpito la raffineria  di petrolio a Haifa.

All’inizio della sua carriera, lil mitico “Iron Dome” (impenetrabile sistema antimissile)  abbatteva davvero tutto ciò che poteva compresi i missili  russi Grad Ma abbattere missili balistici costa  almeno3 milioni di dollari l’uno.

L’Iran possiede anche un’enorme quantità di “rottami” missilistici veri e propri risalenti al secolo scorso per lo più di produzione sovietica che sono molto efficaci nel mettere fuori uso i sistemi di difesa aerea israeliani se lanciati in massa.

Nell’arsenale iraniano  ci sono anche missili da crociera a lungo raggio che non hanno velocità ipersonica, ma sono in grado di volare a bassa quota, sfiorando il terreno, il che rende difficile intercettarli.

Ed è qui  che sta il paradosso:  l’Iran non può fermare l’Aeronautica Militare israeliana, e Israele non può fermare le massicce salve di missili iraniani. Entrambe le parti hanno punti deboli.

In una situazione del genere, chi ha più missili è davvero più forte. Non quelli che servono da schermo, ma quelli che distruggeranno effettivamente oggetti sopra e sotto il suolo.

Un’altra considerazione è che la popolazione di Israele è di 10 milioni di persone quella iraniana  di 81 milioni La superficie di Israele  di 22.770 kmq con una densità  di 412 abitanti per kmq Mentre quella dell’Iran è  di 1.648.195 kmq con 42 abitanti/kmq.

Quindi qualsiasi missile iraniano che arrivi più o meno a destinazione in territorio israeliano causerà comunque danni e sofferenze. E non importa se supera la difesa aerea ed esplode dove dovrebbe, o se viene intercettato e cade su un edificio residenziale.

 

I servizi segreti americani stimano che dall’autunno del 2023 l’Iran ha prodotto fino a 30 Fattah al mese e quindi potrebbe già averne 500. Se Israele trovasse un modo per neutralizzarli vincerebbe (e i modi ci sono come vedremo di seguito) altrimenti si avvierebbe verso una guerra di logoramento dagli esiti non scontati.

Alcune fonti occidentali affermano che Israele abbia missili sufficienti per l’Iron Dome per 15-20 giorni, l’Iran ne avrebbe per almeno un mese,

 

Questo potrebbe spiegare  le dichiarazioni di Netanyahu sulla durata del conflitto di qualche settimana, ma spiega anche l’urgenza con la quale chiede l’intervento americano che cambierebbe le carte in tavola. E forse spiegherebbe  anche la pausa fi 15 giorni che il “pacificatore” Trump si è dato per decidere se intervenire o meno. sta danno per vedere un pò come butta.

Ma c’è un altro aspetto su cui val la pena soffermarsi.

Molti ora si chiedono come mai  l’intelligence israeliana (l’efficientissimo Mossad)  si sente di casa in Iran
La risposta non è semplice : per il denaro.

 

La portata della corruzione in Iran è nota per tutti quelli che ci hanno lavorato e non solo. Chiunque può accettare tangenti, e chi non può cerca di estorcerne almeno qualcosa, sfruttando la propria posizione.

L’Iran, nonostante sia uno stato islamico, è una scatola a doppio fondo: applica la Sharia, con divieti, punizioni medioevali, e poi di fatto chiude un occhio di fronte a una mostruosa rete di di contrabbando.

 

.L’alcol è completamente proibito, ma tutti sanno dove comprarlo. La polizia, i tribunali: tutto viene comprato. Lo stesso vale per la prostituzione. Sembra che una donna debba essere lapidata a morte per aver venduto il suo corpo o in caso di adulterio, ma in realtà tutti pagano.  e le tangenti sono prassi normali nella società.

Per questa ragione il Mossad si è trovato a suo agio sul territorio individuando obiettivi e compiendo attentati.

 

Probabilmente l’86enne   Khamenei crede davvero che gli abitanti del Paese sotto la sua guida osservino la Sharia, seguano i comandamenti del Corano e onorino Allah. E tutti, come un tutt’uno, sono devoti all’Iran, anima e corpo. Ma proprio tutti?

Senza andare troppo lontano nelle citazioni storiche ricordiamo come gli americani si siano comprati il ​​grosso dell’esercito edel l’élite politica Irachena.  Mentre  il mondo si stupiva  del fatto che l’esercito iracheno si stesse arrendendo in massa, che la difesa aerea non funzionasse, che gli aerei non volassero. Eccetto qualche  unità corazzata delle guardie presidenziali nessuno si è mosso.

Per quanto riguarda l’Iran  gli israeliani sono stati ben informati su dove vivevano e vivono i generali, quali fossero le loro abitudini e la loro routine quotidiana, dove si trovassero i sistemi antiaerei e i radar.

Anche gli scienziati uccisi dei laboratori nucleari (già monitorati dai satelliti).

 

Non sono state le forze speciali israeliane a scoprire questi obiettivi (anche fisicamente) ma un numero imprecisato di iraniani più per denaro che per opposizione al Regime al quale parte della popolazione è assolutamente indifferente.

È molto difficile dire cosa avrà un impatto maggiore sull’esito del conflitto: il numero di missili e antimissili o il numero di cittadini disposti a fornire coordinate di difesa aerea, a consegnare la residenza di un generale o a trasportare un camion con droni a bordo senza infrangere le regole (citazione da eventi russi).

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