Cronaca

Brescia: tentato omicidio di ex pentito, 6 condanne con aggravante mafiosa

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale ordinario di Brescia, ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti di 6 persone, 5 uomini e 1 donna, al termine del giudizio celebrato con rito abbreviato. Condanne tra i 4 e gli 8 anni di reclusione per il tentato omicidio di un ex collaboratore di giustizia residente da anni a Brescia. Per 5 imputati il gup ha riconosciuto l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, in quanto la morte della vittima avrebbe dovuto inserirsi in un più ampio quadro di riaffermazione del clan Sarno per il controllo degli equilibri criminali nei quartieri orientali di Napoli. Un settimo imputato, al vertice del clan Sarno, ha optato per il rito ordinario, le cui prime due udienze si sono già tenute a Brescia. L’indagine trae origine dall’incendio, avvenuto nel gennaio 2022 a Brescia, zona Urago Mella, di un’auto di un ex collaboratore di giustizia di origini campane da tempo residente nel capoluogo lombardo. L’incendio era stato appiccato con un comune innesco su uno pneumatico con lo scopo di avviare una lenta combustione ed attirare, quindi, in strada il proprietario dell’auto. L’omicidio non era stato portato a compimento per l’interveno dei vigili del fuoco e delle forze di polizia. Considerati i trascorsi della vittima e la sua passata appartenenza a contesti di criminalità organizzata, la Dda ha delegato al centro operativo Dia bresciano l’esecuzione delle indagini. E’ stata riscontrata l’esistenza di un vero e proprio progetto omicidiario in danno dell’ex collaboratore di giustizia, ideato e organizzato da vari appartenenti a un gruppo criminale capeggiato da un altro pentito, a suo tempo figura apicale del clan Sarno di Ponticelli (quartiere di Napoli) attualmente detenuto in quanto ritenuto mandante dell’azione omicidiaria. In precedenza, nel corso delle indagini, erano stati effettuati altri 3 arresti in flagranza di reato, tra i quali quello di un terzo (ex) collaboratore di giustizia, colto negli attimi immediatamente successivi all’acquisto di un fucile di precisione Remington mod. 700 cal. 308, completo di ottica e munizioni, provento di furti in abitazione. L’arma era destinata all’esecuzione dell’omicidio di un appartenente al Clan Sarno che, se non sventato, avrebbe potuto innescare una faida. Anche per i restanti due arresti in flagranza di reato si è proceduto per detenzione e porto di arma da sparo in luogo pubblico, nello specifico di 2 pistole Beretta, rispettivamente calibro 22 short e 6.35, con matricole abrase e relativo munizionamento. Sono emersi anche i contatti del clan Sarno con alcuni esponenti ritenuti vicini alla cosca ‘ndranghetista Arena di Isola Capo Rizzuto. I fatti sono stati commessi integralmente dopo i vari periodi di collaborazione con la giustizia degli imputati, alcuni dei quali radicati a Brescia dove erano giunti nell’ambito del programma di protezione da cui erano successivamente fuoriusciti, rendendosi, peraltro, responsabili di molteplici reati commessi sul territorio bresciano.

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