Il vertice dura oltre quattro ore, non scioglie ufficialmente i nodi sul tavolo ma sembra preludere a un’intesa che potrebbe arrivare nelle prossime ore. Il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani varca i cancelli della sede Mediaset di Cologno Monzese alle 13 in punto e ne esce ben oltre le 17. Quello che doveva essere un pranzo con i fratelli Berlusconi, Marina e Pier Silvio, per ratificare l’accordo raggiunto dopo giorni di trattative, si trasforma in una riunione fiume a cui partecipano anche Gianni Letta e il dottor Danilo Pellegrino.
Al termine dell’incontro nessuno dichiara, anche dai parlamentari azzurri arrivano pochi riscontri. Arriva invece uno scarno comunicato. In cui si riporta, naturalmente, il “clima di grande amicizia e cordialità” e si sottolinea “la rinnovata fiducia nel segretario”. Sul futuro di Forza Italia emerge solo “una visione unitaria e condivisa per il rilancio del movimento nello spirito e con i valori del fondatore Silvio Berlusconi”. Stop. Ancor più laconico il commento che filtra da fonti vicine alla famiglia Berlusconi, che parlano di un incontro “molto positivo”. Nulla sull’avvicendamento nel ruolo di capogruppo alla Camera, oggi occupato da Paolo Barelli. Nulla sul tema della stagione congressuale.
Eppure – a quanto si apprende da fonti vicine alle trattative – anche su questi fronti ci sarebbero stati dei passi avanti, sebbene non definitivi e non senza qualche “ferma” presa di posizione da una parte e dall’altra. Sarebbe spuntata una rosa di nomi caldeggiati dalla famiglia Berlusconi, tra i quali quelli del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e dei deputati Ugo Cappellacci e Deborah Bergamini. Tajani avrebbe però insistito su Enrico Costa, sul quale fino a ieri sembrava raggiunta l’intesa. Il suo nome però sconta l’opposizione di una parte consistente del partito, che gli rimprovera di essere stato eletto con Azione e di non avere il necessario ‘pedigree’ azzurro. Al tavolo sarebbe venuto fuori anche il nome di Luca Benigni, ex leader dei giovani di Forza Italia, che però non convincerebbe i Berlusconi. Resta poi il problema di un incarico per Barelli, per il quale si parla di una poltrona di governo: sarebbe in lizza per quella di sottosegretario al Mimit, alla Cultura o – ipotesi che sembra prendere piede – ai Rapporti con il Parlamento; occorre però trovare un escamotage per consentirgli di restare alla guida della Federazione italiana nuoto, considerati i profili di incompatibilità.
Costa resta comunque, al momento, il nome più quotato per sostituirlo a Montecitorio. E qualora fosse confermato, sembra scontata l’apertura di Tajani a una ricalendarizzazione dei congressi regionali rispetto al timing annunciato dal segretario (entro la fine della primavera), con una loro diluizione nel tempo, così da evitare l”assalto’ alle tessere sui territori e dare la possibilità alla minoranza di organizzarsi. Questo potrebbe però portare a uno slittamento del congresso nazionale – nei programmi previsto a inizio 2027 – chiamato a eleggere il nuovo segretario. Sul punto si attende un nuovo incontro – che a quanto filtra dovrebbe tenersi la settimana prossima – tra la stessa Marina Berlusconi e il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, per un cronoprogramma dei congressi regionali, a partire da quelli considerati maggiormente “unitari”.
