Praticamente distrutta la lapide in marmo davanti al monumento dedicato a Giacomo Matteotti sul Lungotevere Arnaldo da Brescia, a Roma. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Flaminia che hanno effettuato un sopralluogo e i rilievi tecnico scientifici e indagano sull’accaduto. “Ho voluto testimoniare il mio sdegno personale e la vicinanza del ministero della Cultura alla figura di Giacomo Matteotti”, afferma il ministro Alessandro Giuli, che si è recato stamattina al monumento a Giacomo Matteotti a Roma per verificare i danni subiti dalla lapide. “Questo atto vandalico è un gesto grave, che colpisce un luogo della memoria civile condivisa. Episodi di questo genere non devono essere sottovalutati: il rispetto per una delle figure fondative della coscienza democratica italiana è un dovere che chiama in causa tutti. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine per fare piena luce sull’accaduto – aggiunge Giuli – e assicuro l’immediata disponibilità del ministero della Cultura a collaborare per il ripristino del monumento”. Presa di posizione anche del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha voluto esprimere “sdegno per quanto accaduto quest’oggi al monumento in ricordo di Giacomo Matteotti. Danneggiare la lapide di un italiano caduto per la libertà di tutti noi è un atto grave. Un attacco alla sua memoria che abbiamo l’obbligo di condannare”. “Mi aspettavo in primis un gesto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le avevo già chiesto di esprimersi un anno fa quando è cominciato il centenario. Sarebbe un atto doveroso, quello che tutti ci aspettiamo”. Così Elena Matteotti, nipote di Giacomo Matteotti, commentando i danneggiamenti alla lapide del nonno. “Mi aspettavo in primis un gesto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le avevo già chiesto di esprimersi un anno fa quando è cominciato il centenario. Sarebbe un atto doveroso, quello che tutti ci aspettiamo”.
