Esteri

Fine Ramadan, celebrazioni contenute e divieti nell’area di crisi

Iran: Paesi arabi limitano raduni all’aperto per celebrazioni fine Ramadan

Le autorità del Golfo hanno ordinato che le preghiere dell’Eid al-Fitr, le celebrazioni per la fine del Ramadan, si svolgano quest’anno solo all’interno delle moschee, sospendendo i grandi raduni all’aperto a causa della guerra in corso fra Iran, Israele e Stati Uniti. Lo scrive Al Jazeera spiegando che Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno intimato ai fedeli di non riunirsi nei tradizionali luoghi di preghiera all’aperto. Le autorità hanno affermato che la decisione è stata presa a scopo precauzionale, poiché i governi di tutta la regione stanno rivalutando le manifestazioni pubbliche a causa del conflitto in corso e degli attacchi da parte dell’Iran.

Iran: moschea Al-Aqsa chiusa per preghiera Eid al-Fitr, prima volta in 60 anni

Il complesso della moschea di Al-Aqsa è stato chiuso per la preghiera dell’Eid al-Fitr, la festività in cui i musulmani celebrano la fine del mese sacro del Ramadan. E’ la prima volta che accade dalla guerra dei Sei Giorni del 1967, quando Israele conquistò Gerusalemme Est e la Città Vecchia. La moschea sorge su una collina, un complesso sacro sia per i musulmani che per gli ebrei, che credono fosse il sito di templi biblici. L’accesso al luogo è stato un punto critico e ha storicamente alimentato tensioni tra israeliani e palestinesi. Israele ha mantenuto chiusi i luoghi sacri della Città Vecchia ai fedeli di tutte le fedi durante la guerra con l’Iran, adducendo motivi di sicurezza, sebbene le restrizioni abbiano avuto l’impatto maggiore sui musulmani, decine di migliaia dei quali si recano normalmente ad Al Aqsa per la preghiera del venerdì.

Red

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