Nel 2023 gli investimenti nella Belt and Road Initiative (BRI) hanno raggiunto il livello più alto dal 2018. Lo sostiene un rapporto della Griffith University in Australia e della Fudan University di Shanghai. Dal rapporto risulta che lo scorso anno la Cina ha speso 50 miliardi di dollari per progetti in tutto il mondo, l’80% in più rispetto al 2022. Tra i Paesi beneficiari figurano Corea del Sud, Bolivia e Namibia. Ma il dato più interessante è che l’Africa ha superato il Medio Oriente il principale destinatario di fondi della BRI con22 miliardi di dollari di nuovi progetti nel settore delle costruzioni con una crescita del 114% su base annua. Nell’ultimo decennio dall’annuncio della BRI la Cina ha investito 1000 miliardi di dollari, puntando negli ultimi anni a progetti più piccoli anche a causa della pandemia. Negli ultimi cinque anni, in In Botswana la cinese MMG Ltd,controllata dalla statale China Minmetals Corp, ha acquisito la miniera di rame di Khoemacau. Così come altri paesi africani ricchi di risorse, tra cui la Repubblica Democratica del Congo (RDC), Namibia, Zimbabwe e Mali,hanno assistito a un crescente coinvolgimento cinese nell’estrazione e lavorazione di materie prime grezze, come il cobalto e il litio, essenziali per la produzione di veicoli elettrici. Il 2023 è stato inoltre il primo anno in cui oltre il 50% delle operazioni finanziarie cinesi nella BRI è avvenuto attraverso progetti per i quali gli investitori hanno assunto partecipazioni azionarie con rischi più elevati rispetto ai prestiti bancari garantiti. Altro record è stato toccato in termini di progetti energetici “verdi”, pari a 7,9 miliardi di dollari. In Africa, l’impegno della Cina nel campo dell’energia “alternativa” ha raggiunto un massimo storico nel 2023: circa 2,7 miliardi di dollari. Secondo l’agenzia di economia internazionaleBloomberg, le preoccupazioni legate al rallentamento dell’economia cinese non hanno fermato gli investimenti della BRI. Discorso a parte merita il progetto TAZARA– la ferrovia costruita da Mao che congiunge Dar es Salaam, in Tanzania, a Kapiri Mposhi, in Zambia – mentre non è ancora chiaro se verrà etichettato come Belt and Road, anche rappresenta uno dei progetti più rilevanti intraprese dalla Cina in Africa. Probabilmente il progetto TAZARA si va rapidamente riattivando a fonte dell’impegno degli Stati Uniti per lo sviluppo del corridoio di Lobito tra Zambia e Angola.
Balthazar
Nella foto una ferrovia in Tanzania
