Norme fiscali

Fisco: Codacons, scadenza presentazione 730 il 30 settembre

Ultimi giorni per presentare il modello 730/2026. La scadenza è fissata al 30 settembre e il Codacons invita i contribuenti che non hanno ancora provveduto a verificare subito la propria posizione, senza attendere l’ultimo momento. Cosa succede se non si presenta il 730 entro il 30 settembre? Scaduto il termine del 730 – spiega il Codacons – chi deve ancora presentare la dichiarazione può verificare, in base alla propria situazione fiscale, la possibilità di utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche, da presentare entro il 2 novembre 2026.

Per chi non rispetta neppure questa scadenza resta un’ulteriore possibilità. Il modello Redditi PF può essere presentato tardivamente entro 90 giorni, quindi fino al 1° febbraio 2027. Entro questo termine la dichiarazione resta valida, ferma restando l’applicazione delle sanzioni previste per il ritardo e la possibilità di ricorrere, quando ne ricorrono i presupposti, al ravvedimento operoso.

Se dalla dichiarazione emergono anche imposte non versate – ricorda l’associazione – dovranno essere regolarizzati gli importi dovuti, con le relative sanzioni e gli interessi.Dal 2 febbraio 2027 il quadro cambia. Superati i 90 giorni, la dichiarazione è considerata omessa, con conseguenze sanzionatorie più pesanti.

“Una scadenza dimenticata non deve essere ignorata – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – Chi non riesce a presentare il 730 entro il 30 settembre deve verificare subito la propria posizione e le possibilità ancora disponibili. Agire tempestivamente può evitare che un semplice ritardo si trasformi in un problema più complesso e costoso.” Il Codacons invita quindi i contribuenti a ricordare tre date: 30 settembre 2026 – termine per la presentazione del modello 730; 2 novembre 2026 – termine per la presentazione del modello Redditi Persone Fisiche; 1° febbraio 2027 – ultimo giorno del termine di 90 giorni per la presentazione tardiva del modello Redditi PF. “Controllare per tempo documenti e dati è fondamentale – sottolinea Tanasi – In caso di dubbi è opportuno rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato, senza aspettare l’ultimo giorno. Informarsi e intervenire tempestivamente può fare la differenza tra una posizione regolarizzabile e conseguenze ben più onerose.” – conclude Tanasi

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