di Luca Rossi
(LaPresse) – Aumenta la truppa di Roberto Vannacci alla Camera. Futuro nazionale raggiunge quota nova deputati con l’ingresso di Tommaso Calderone, in arrivo da Forza Italia. Per conquistare i galloni di ‘componente politica’ all’interno del gruppo Misto il partito di generale dovrebbe conquistare, quindi, un altro onorevole per arrivare a dieci. Vannacci dà a Calderone il “benvenuto nella famiglia dei reietti, della risulta e della feccia. Con la tua rappresentanza arriviamo a 9 deputati, una sorta di compimento e anche una specie di presagio. Siamo come i gironi infernali. Allora, se ne arriverà un decimo o una decima, che porta fortuna, sarà Satana in persona. Andiamo avanti, perché vuol dire che siamo sulla strada giusta”. Domani, intanto, il leader di FnV sarà a Reggio Calabria per la chiusura della campagna elettorale a sostegno del candidato schierato dal partito, Domenico Giannetta, ex FI a sua volta, alle suppletive in programma il 27 e 28 settembre. Una sfida lanciata dal generale al centrodestra, che schiera l’azzurro Fabio Roscioli.
Il generale suona la carica: “Che cosa rende appetibile Futuro nazionale? È un partito coerente, che non si fa fuorviare dai sondaggi del mattino, non è un partito in questua di voti, noi accettiamo chiunque ma pretendiamo la fedeltà e l’assimilazione a quelli che sono nostri principi e valori”. Mentre Calderone spiega così le ragioni del suo passaggio con i ‘futuristi’: “I primi 10 anni” in Forza Italia “sono stato bene, poi mi sono smarrito o si è smarrito qualcun altro. Io oggi ritorno a Itaca. L’empatia del generale Vannacci è straordinaria. Finalmente quel ragazzo degli anni ’70 ha realizzato il suo sogno, ho iniziato la militanza nel Fronte della gioventù a 14 anni”.
Ma a far discutere in giornata sono anche le parole di Vannacci sulle donne. “Visto che la domanda è leggera, rispondo a un modo altrettanto leggero, fra gonna lunga e gonna corta io preferisco senza gonna”, dice il generale rispondendo a una domanda sulla gaffe del vicepremier Antonio Tajani, scatenando un polverone di polemiche. Carlo Calenda, leader di Azione, gli dà del “troglodita nazionale”. Critiche arrivano anche dalle altre forze di opposizione, ma anche dal suo ex partito, la Lega. Vannacci, quindi, precisa: “Una donna senza la gonna potrebbe avere i pantaloni. Io non sono un bacchettone, non mi vergogno di quello che dico, non è tramite un capo di abbigliamento che si classificano le donne”.
Intanto, l’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, ha ammesso l’atto di opposizione presentato dall’Associazione Nazione Futura nei confronti del nome e del simbolo scelto dal generale per la sua creatura politica. “Vannacci dovrebbe cambiare il nome al proprio partito e prendere atto che la vera destra è quella dei conservatori”, commentano il presidente di Nazione Futura, Francesco Giubilei, e il vicepresidente Ferrante De Benedictis. Vannacci, però, frena. L’Euipo ha “dichiarato ammissibile un ricorso che verrà poi valutato. Quindi, il fatto che Giubilei abbia esultato non ha alcun senso. Non ha accolto la sua opposizione, l’ha semplicemente dichiarata ammissibile. Ora dovrà dimostrare di avere un diritto, cosa che non è ancora fatta”, commenta a LaPresse il generale. Che aggiunge: “Sicuramente, l’Ufficio europeo ha accettato invece il marchio” di “Futuro nazionale”, che “è regolarmente registrato. Ad oggi, nessuno mi ha intimato, come lasciava intendere Giubilei, di cambiare il nome”. Pronta la replica del presidente dello stesso Giubilei: “Invito Vannacci a fare un bel confronto magari televisivo, o anche a nuoto o di corsa. Perché, Vannacci, io non sono Renzi, sono una persona di destra, da sempre di destra e le lezioni su cos’è la destra non le prendo da lei, non le prendo da nessuno”.
