“La crescita del PIL in Italia nel 2026 è stata rivista al rialzo dai previsori (a +0,8%) rispetto ad aprile (+0,5%), grazie ai primi 2 trimestri positivi. Vari i motivi: l’inatteso calo della domanda mondiale di petrolio (specie in Cina e Giappone) che ha allungato i tempi della scarsità; il minor trasferimento dei rincari ai beni non energetici; il traino del PNRR alle battute conclusive”. E’ quanto rileva il centro studi di Confindustria nella sua congiuntura flash. ” Il persistere della quasi completa chiusura di Hormuz tiene alto il prezzo del petrolio e quello del gas, ai livelli più alti da fine 2022 (ma molto più bassi della media 2022). L’inflazione è in aumento e le banche centrali stanno alzando i tassi per arginarla. Questo rallenterà consumi e investimenti, anche in Italia. Finisce nel 3° trimestre la spinta del PNRR”, è la previsione. “A causa del proseguire del conflitto nel Golfo, la situazione nel mercato petrolifero rimane tesa: la quota dei transiti di navi attraverso lo Stretto di Hormuz a settembre è bassa (13% del normale) e gran parte del greggio dell’area non può essere esportato (17,4 su 20,0 mbg). Perciò, il prezzo del Brent è alto (a settembre 101 dollari al barile, con un picco di 109) e volatile, dato che i mercati reagiscono a ogni notizia che riguarda gli impianti nel Golfo – prosegue l’analisi – Il prezzo del gas in Europa a settembre è salito al massimo da fine 2022: 77 euro/mwh (33 a febbraio). Rimane più moderato rispetto ai valori anomali del 2022, ma a causa della guerra nel Golfo è di nuovo molto più alto dei livelli “normali” (14 euro nel 2019). Ad agosto l’inflazione italiana ha toccato il massimo dell’anno (+3,3% annuo, da +1,0% a inizio 2026). È spinta al rialzo dai prezzi degli energetici al consumo (soprattutto i carburanti), che viaggiano al +17,1% (da -6,2%). L’indice al netto di energia e alimentari resta stabile finora (+1,8%), ma vari beni potrebbero incorporare nei prossimi mesi i maggiori costi (di trasporto).
Rialzo dei tassi. A settembre la BCE ha alzato i tassi di un quarto di punto (al 2,50%), dopo la prima mossa a giugno, temendo che l’inflazione nell’Eurozona resti a lungo sopra il +2,0%. I mercati si attendono ulteriori rialzi BCE, tra fine anno e il prossimo (in totale +1,25 punti). Anche la FED ha iniziato a rialzare i tassi questo mese (a 3,75-4,00%), dopo una stabilità che durava da gennaio”.
Con occupazione stabile rischio aumenti disoccupazione
“Negli ultimi mesi la crescita dell’occupazione si è arrestata: da aprile il numero degli occupati è rimasto pressoché invariato (+7mila fino a luglio), mentre è aumentato il numero delle persone in cerca di lavoro (+72mila). Se nei prossimi mesi l’occupazione resterà ancora stabile, questa dinamica potrebbe tradursi in un aumento significativo del tasso di disoccupazione”.
Csc Confindustria, segnali contrastanti
Segnali contrastanti per quanto riguarda i consumi. E’ quanto rileva sempre il centro studi di Confindustria nella sua congiuntura flash. “Le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione in volume a luglio (-0,5%), che riguarda sia gli alimentari che gli altri beni e apre male il 3° trimestre. Ad agosto, sono calate ancora le immatricolazioni di auto, ma è migliorata la fiducia dei consumatori; è rimasta stabile la fiducia delle imprese del commercio, ma sono peggiorati i giudizi sulle vendite”, osservano da viale dell’Astronomia.
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