“Nel febbraio scorso, prima dello scoppio della guerra in Iran, potevo dire con un certo sollievo che la missione era compiuta, che avevo 70 anni e che, alla fine, potevo forse andare in pensione un po’ in anticipo. Oggi, di fronte al ritorno dell’inflazione, ho un senso del dovere e ritengo che quando c’è una tempesta il capitano rimane a bordo”.
Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in un’intervista a France Culture, parlando sul suo possibile futuro alla guida dell’Eurotower fino alla scadenza del mandato nel 2027 e sulle ipotesi di un suo coinvolgimento nella politica francese. “Il mio dovere è portare a termine la missione: la stabilità dei prezzi, e per ora è questo che guida le mie azioni”, ha aggiunto Lagarde, precisando di seguire “le dichiarazioni, le campagne e i programmi politici” e intervenire solo nel caso in cui fosse “minacciato l’ancoraggio della Francia all’Unione europea da incomprensioni o tentazioni separatiste”. “Da qui a dire che sono candidata a qualcosa, assolutamente no”, ha sottolineato. Lagarde ha inoltre ribadito i tre pilastri della sua azione: “Realizzare l’obiettivo e consegnare le chiavi di una Banca centrale europea che abbia garantito la stabilità dei prezzi ai nostri concittadini è l’imperativo numero uno. Il secondo è la protezione della nostra moneta, affinché l’euro sia stabile, sicuro e forte nel mondo. Il terzo è l’ancoraggio della Francia all’interno dell’Unione europea”. “Cercherò di servire questi tre imperativi in ordine decrescente e troverò il modo di esprimermi”, ha concluso la presidente della Bce.
Europa punti sui suoi modelli Ai, da Mistral in poi
“Questa situazione, creata dalla determinazione degli Stati Uniti e da Anthropic, dovrebbe spingerci immediatamente a chiederci chi siano i nostri attori europei, chi possa sostituire questi strumenti. In Francia abbiamo un grande attore, Mistral; spero che questo gli permetta di raccogliere molti capitali e ottenere valutazioni adeguate alle sue prospettive. Esistono realtà analoghe in Svezia e Germania: abbiamo campioni europei, dobbiamo aiutarli e sostenerli, non siamo obbligati a rivolgerci sempre agli Stati Uniti. Dobbiamo anche porci la questione degli effetti dell’intelligenza artificiale sul sistema finanziario e sulle infrastrutture critiche. Dovremmo definire insieme, a livello di governi, una sorta di quadro di regole per proteggerci da questi rischi, ed è assolutamente necessario che anche la Cina sieda al tavolo”, ha aggiunto Lagarde.
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