Di Riccardo Bizzarri (*)
GALATONE (LE), ha funzionato per circa un’ora. Poi il sistema ha ceduto.
Un latitante di 38 anni, originario del Ghana, è stato arrestato dopo essersi fuso perfettamente con il presepe cittadino, riuscendo a mimetizzarsi tra statue giganti, capanne e pastori di cartapesta senza destare il minimo sospetto. Secondo fonti ufficiali, era l’unico elemento vivo del presepe, ma paradossalmente anche l’unico a risultare perfettamente coerente con l’arredo urbano. A smascherarlo non è stata la tecnologia, non un controllo di sicurezza, né una segnalazione.
È stato un movimento improvviso. Evento che in Italia, come noto, può generare due reazioni: una denuncia o piu’ di frequente un pellegrinaggio
«All’inizio non vedevo nulla di strano», ha dichiarato il sindaco Flavio Filoni.
Del resto, un uomo immobile sotto una capanna, in silenzio, senza documenti e senza diritti, rientra pienamente nel concetto di presepe tradizionale italiano. Il problema è sorto quando una delle figure ha infranto il patto non scritto tra povertà e immobilità. «A un certo punto si è mossa», racconta il primo cittadino.
Un comportamento giudicato immediatamente incompatibile con il ruolo di “statua decorativa”. Secondo alcuni testimoni, ci è andata bene: se il movimento fosse stato interpretato come miracolo, oggi Galatone starebbe organizzando una processione, non un arresto. Avvicinatosi alla sagoma, il sindaco avrebbe intimato all’uomo di uscire.
La risposta è stata considerata altamente sovversiva: «Questa è casa mia». Una frase che ha fatto decadere qualsiasi ipotesi di evento soprannaturale.
In Italia, infatti, un miracolo è accettabile solo se non chiede diritti. Un’ora nel presepe: record di integrazione invisibile Il 38enne sarebbe rimasto circa un’ora sotto la capanna, senza: disturbare, chiedere aiuto, occupare spazio ed esistere in modo visibile Una performance di integrazione silenziosa che ha messo in imbarazzo l’intero sistema. Secondo gli inquirenti, il comportamento troppo composto ha contribuito al mancato riconoscimento iniziale come “persona”. L’uomo era destinatario di un provvedimento di carcerazione per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Ma a Galatone è stato fermato per un reato ben più grave:
aver dimostrato che per passare inosservati basta sembrare una statua. Presepe salvo, miracolo sventato
Fonti comunali confermano che: nessuna statua sarà dotata di vita, nessun pastore potrà muoversi, ogni movimento sarà considerato sospetto, non sacro
Il presepe resterà visitabile, ma solo da figure rigorosamente immobili.
Morale della favola (non canonizzata)
In un Paese dove: se ti muovi sei sospetto, se resti fermo sei decorativo, se parli sei pericoloso e se sembri un miracolo, dipende da chi sei forse il problema non è che un uomo si sia nascosto nel presepe. Il problema è che per un’ora nessuno si è accorto che fosse una persona.
E ci è andata bene che quel movimento non sia stato riconosciuto come miracolo.
Perché a quel punto, invece del carcere,
avremmo avuto: una statua commemorativa, un santino e un bel convegno sul “Natale dell’accoglienza”.
Buon Natale. E state fermi.
(*) Giornalista
