Cultura, Arte e Libri

Galleria d’Arte Moderna Carlo Levi, Piero Martina e Nino Bertoletti

In occasione del cinquantenario dalla scomparsa di Carlo Levi, la Galleria d’Arte Moderna di Roma ospita da oggi al 14 settembre la mostra Omaggio a Carlo Levi. L’amicizia con Piero Martina e i sentieri del collezionismo, oltre a quaranta opere di Nino Bertoletti

 

Alla base del progetto espositivo c’è la collaborazione tra la Fondazione Carlo Levi di Roma e l’Archivio Piero Martina di Torino che ricostrisce  tre decenni di sodalizio fra i due artisti, basato sulle esperienze politiche e sociali. Sessanta opere provengono dalla Fondazione Carlo Levi. Ma nel progetto espositivo figura anche il legame di Levi con Roma, città dove visse stabilmente dal 1945 fino alla morte.

 

A completare l’esposizione  la storia di un’altra amicizia, quella tra Linuccia Saba, figlia di Umberto Saba e compagna di Carlo Levi, e Angelina De Lipsis Spallone, nota collezionista romana che, dalla morte del pittore, ha arricchito la sua collezione privata di 300 quadri con l’acquisizione di diciannove dipinti inediti di Levi.

 

L’iniziativa è stata promossa fra gli altri da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata , da Daniela Fonti e Antonella Lavorgna (Fondazione Carlo Levi) e Antonella Martina (Archivio Piero Martina) mentre la sezione dedicata alla Collezione Angelina De Lipsis Spallone è curata da Giovanna Caterina De Feo. Catalogo: Silvana Editoriale. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. L’esposizione si inserisce all’interno della programmazione, avviata nel 2024, con cui la Sovrintendenza Capitolina celebra il centenario dell’istituzione della Galleria d’Arte Moderna (1925-2025).

 

Nella prima sezione dal titolo La formazione, l’ambiente intellettuale incentrato sulla cultura figurativa del gruppo dei “Sei di Torino” che Levi aveva contribuito a fondare.

 

La seconda sezione Da Torino a Roma: suggestioni, aperture e nuove ricerche accompagna il visitatore nel passaggio dal periodo torinese, in cui il fascino discreto della loro città si rivela nei ritratti di familiari e amici, nelle nature morte e negli scorci cittadini trail 1934 e il 1938 quando Carlo Levi conosce diversi arresti e il confino in Lucania, la persecuzione della polizia fascista e le leggi razziali.

 

Dopo una breve parentesi fiorentina nel 1943 e l’esperienza alla Biennale del 1948, alla quale Levi e Martina  partecipano, negli anni Cinquanta Martina, quarantenne, si stabilisce a Roma dove Levi risiedeva già dal 1945 e insieme  frequentano i vivaci circoli artistici della Capitale, centro nevralgico di un movimento di riconquista delle libertà espressive sacrificate durante il ventennio e di energie convergenti da tutta Europa,

 

La quarta sezione, Il nudo e il paesaggio, accoglie alcuni lavori delle loro ultime stagioni pittoriche, dominate da un orizzonte tematico simile in cui prevale un rinnovato interesse per la natura, con figure in primo piano, assottigliate che, caratterizzano i dipinti di Martina.  Al contrario Levi sperimenta la rappresentazione di un mondo vegetale drammatico e onirico.

 

Nell’ultima sezione le opere di Carlo Levi nella Collezione  Spallone che raccoglie  la migliore arte nazionale e internazionale del suo tempo. Fa parte di questa collezione un importante corpus di diciannove dipinti inediti di Carlo Levi, esposti ora per la prima volta che racconta quasi il percorso dell’artista: dagli esordi, con la Natura morta del 1926, il Piccolo nudo di poco successivo o il giovanile Autoritratto in rosa del 1928, agli anni Trenta.

 

Di Nino Bertoletti (1889-197) intellettuale e artista poliedrico, vengono presentate opere   provenienti principalmente dall’Archivio, da collezioni private e dai musei di Arte della Capitale, dalle quali trapela l’influenza delle sue continue visite a musei e mostre in tutta Europa, lo studio appassionato dei grandi maestri del passato e la vicinanza ad autori contemporanei come Armando Spadini, e la sua cultura letteraria, testimoniata da una selezionata biblioteca in cui troviamo volumi francesi, tedeschi, inglesi e italiani.

 

G.L.

 

 

 

 

LIBRI: “ENZO BIAGI la mia Resistenza I 14 MESI”. A cura di Loris Mazzetti

 

 

 

All’inizio del 1944, quando si rifugiò sulle montagne per aderire alla Resistenza nella brigata Giustizia e Libertà, Enzo Biagi aveva ventitré anni. Soltanto pochi mesi prima era convolato a nozze con Lucia Ghetti, maestra di scuola elementare, donna che avrebbe amato per tutta la vita. Ed ecco che già si trovava di fronte ad un bivio: da una parte l’adesione alla Repubblica sociale nell’ora più buia del fascismo, dall’altra la scelta della clandestinità e della lotta partigiana. Si decise, senza nessun dubbio, per quest’ultima. “Quei quattordici mesi con la brigata Giustizia e Libertà sono stati i più belli della mia vita”, avrebbe raccontato più tardi: mesi vissuti in sella a una bicicletta, passando le notti nei fienili o sotto gli alberi; soprattutto, mesi di coraggio e di speranze durante i quali imparò sulla propria pelle che cosa significhi rimanere fedele ai propri principi e ai propri valori. “I 14 MESI” raccoglie i ricordi di quel periodo, delle figure quasi mitiche che insieme a Biagi presero parte alla Resistenza – l’Alpino, il partigiano Checco Berti, il capitano Pietro Pandiani -, nonché dell’esperienza di “Patrioti”, il giornale che fondò, in cui lavorò come unico redattore e del quale uscirono soltanto tre numeri, prima che i nazisti individuassero la tipografia e la distrussero. Oggi che Enzo è entrato nella memoria collettiva come uno dei nomi più prestigiosi e autorevoli del giornalismo, sul quale ha lasciato il segno con uno stile inconfondibile, “ENZO BIAGI LA MIA RESISTENZA I 14 MESI”, in occasione degli Ottant’anni dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, rende omaggio a lui e a tutti coloro che con lui hanno combattuto per la Liberazione.

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