In attesa di ‘sbrogliare’ il nodo Andrea Sempio e sapere se davvero a 18 anni dal delitto il 37enne verrà mandato a processo per l’omicidio di Chiara Poggi, si torna a parlare in questi giorni di un’altra circostanza, alquanto strana, relativa al delitto del 2007. In diversi articoli comparsi sul web, si è tornato a parlare infatti dello strano biglietto che venne trovato dalla mamma di Chiara Poggi al cimitero. Un fogliettino incastrato nella porta della cappella della tomba di sua figlia. Come mai se torna a parlare? Perchè sabato 7 febbraio ne ha parlato la scrittrice e astrofisica Maria Conversano intervistata nella trasmissione ‘Meglio di ieri’ su YouTube, durante la quale è stata pubblicata anche la trascrizione di un dialogo (intercettato) che su quel biglietto fecero la mamma di Chiara, Rita Preda, e il suo avvocato Gian Luigi Tizzoni. Era l’8 ottobre 2007, Alberto Stasi era stato arrestato da due settimane, il 24 di settembre.
CHI POTEVA ESSERE ‘MARCO’?
Il biglietto era un foglietto anonimo a quadretti su cui c’era una scritta, in stampatello, che diceva: “È stato Marco a ucciderla“. All’epoca, nel 2007, gli inquirenti non lo ritennero di importanza investigativa. Rita Preda lo consegnò qualche giorno dopo, chiuso in una busta, al maresciallo dei Carabinieri Gennaro Cassese, di cui di recente si è detto tutto il peggio possibile quanto a indagini sbagliate e piste non approfondite. Non è dato sapere se vennero fatte indagini sul biglietto e non si sa nemmeno dove possa essere finito: nel fascicolo dell’inchiesta ci sono svariati messaggi anonimi ma questo no. Mistero. Ma questa ‘soffiata’ – al netto del valore nullo che gli venne dato – a chi poteva astrattamente riferirsi? Di quale Marco si poteva parlare? Nella sfera di contatti di Chiara Poggi di Marco c’era innanzitutto suo fratello, Marco Poggi, su cui gli investigatori da tastiera tuttora si lanciano in teorie del sospetto, sostenendo ad esempio che la fotografia che lo ritrae in montagna a Falzes (dove ha sempre detto di trovarsi con la famiglia) sia un palese fotomontaggio. Oppure si evoca in questi giorni un altro Marco (e il suo nome è il primo che viene fatto dall’avvocato Tizzoni che parla con la madre della vittima), ovvero Marco Panzarasa, un giovane che all’epoca era pare uno dei migliori amici di Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva per il delitto nel 2015 ma sempre proclamatosi innocente. Panzarasa, che pochi anni dopo il delitto si fece prete, era l’amico che accompagnò Stasi nel viaggio a Londra di quell’estate del 2007 (avvenuto a luglio, poche settimane prima del delitto), viaggio in cui anche Chiara per tre giorni raggiunse Stasi nella capitale inglese.
L’ALIBI DI PANZARASA
Qualunque coinvolgimento di Panzarasa, meglio ricordarlo, 18 anni fa è stato escluso: il giovane si trovava in quei giorni al mare in Liguria a Loano in vacanza (lo provava, fu scritto da articoli di stampa, la cella telefonica agganciata dal suo cellulare) e fece ritorno a Garlasco, di corsa, nel pomeriggio di quel tragico 13 agosto appena saputo l’accaduto. A informarlo era stata la cugina della vittima, Stefania Cappa. Quella stessa sera il 24enne venne sentito dagli inquirenti (e poi anche altre quattro volte nei giorni successivi). Di particolare e forse un po’ strano (e anche su questo gli ‘investigatori’ social di prima amano scatenarsi), c’è il fatto che l’amicizia con Alberto Stasi, con cui aveva un rapporto molto stretto testimoniato anche dalle tantissime telefonate che intercorrevano tra i due giornalmente, si andò totalmente a perdere.
RITA PREDA DISSE: “STO TREMANDO”
Ma cosa disse la madre di Chiara Poggi al suo avvocato a proposito di questo strano biglietto trovato al cimitero? La donna disse così: “È un foglietto a quadretti, scritto in stampatello. C’era scritto che a uccidere Chiara è stato Marco”. E l’avvocato Tizzoni chiede: “Sarebbe Panzarasa?”. La donna risponde: “Non lo so, non dice il cognome, ma adesso sto tremando“.
UNA TOMBA DIFFICILE DA LOCALIZZARE
Quello che Maria Conversano nella sua diretta Youtube ha fatto notare è il fatto che il cimitero dove si trova sepolta Chiara Poggi non si trovi a Garlasco, ma nella frazione di Pieve Albignola che non è così vicina (un quarto d’ora da Garlasco), e che non fosse semplice trovare la tomba della ragazza per chi non sapesse già per certo dove fosse, all’interno del cimitero. Il tutto per far notare che chi ha voluto scrivere quel biglietto non solo doveva sapere bene dove fosse la tomba, ma si è preso anche la briga di andare fino a quel cimitero (appunto non comodo) per lasciare il foglietto. Sicuro non ci si poteva andare a piedi agevolmente. Rita Preda, la mamma di Chiara, in quel periodo ci andava quasi ogni giorno. Il fatto che sul biglietto ci sia scritto solo ‘Marco’ fa pensare che quel nome sia stato usato in modo confidenziale verso la donna, quindi per indicare qualcuno molto vicino e conosciuto. Ovvero: se chi ha scritto avesse voluto intendere Panzarasa, forse avrebbe aggiunto anche il cognome.
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