di Balthazar
Negli ultimi due anni, le infrastrutture civili di Gaza sono state sistematicamente distrutte dall’esercito israeliano, compresi i servizi di gestione dei rifiuti. Enormi cumuli di spazzatura si sono accumulati in tutta l’enclave. Mercati e strade si sono trasformati in enormi montagne di rifiuti, in discariche a cielo aperto che aggravano la crisi ambientale e la salute pubblica..
Prima della guerra, la raccolta dei rifiuti a Gaza City veniva accumulata nel il sito di Yarmouk, situato vicino allo stadio cittadino, per poi venire trasferiti e trattati a Johr El-Deek situata a est della “linea gialla”, ma dopo l’invasione israeliana il sito si è trasformato in un’enorme discarica.
I pochi veicoli per la discarica ancora operativi a Gaza salgono fino alla cima del sito di Yarmouk e scaricano ogni giorno rifiuti non trattati, mentre in molti incendiano i rifiuti, rilasciando nell’aria fumi tossici con bambini che scavano che battono la discarica in decomposizione. cercando di recuperare qualcosa.
Gli sfollati dagli altri territori della Striscia si ammassano attorno alla discarica fra germi, topi e cani randagi poiché non hanno altro posto dove andare accampati in tende fatiscenti esposte alle intemperie e il flusso di acque reflue quando piove. .
Già prima della guerra, Gaza si trovava ad affrontare gravi problemi di gestione dei rifiuti, con solo tre grandi discariche già operative oltre la loro capacità. Tutte e tre queste discariche rimangono inaccessibili, anche dopo il “cessate il fuoco”, e si trovano in aree controllate dall’esercito israeliano.
Durante la guerra, al loro posto, sono state attivate discariche temporanee e sovraffollate in aree densamente popolate. Tra ottobre 2023 e novembre 2025, circa 900.000 tonnellate di rifiuti solidi sono state prodotte e scaricate in tali siti, come riferisce il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).
Secondo l’UNDP quasi tutti i mezzi destinati alla raccolta – già insufficienti prima del conflitto – sono andati distrutti passando da 261 prima della guerra a soli 48 attuali e i contenitori per i rifiuti da 7.300 a 900, mentre il numero di macchinari per il trattamento dei rifiuti è passato da 18 a zero.
Nonostante l’accordo di cessate il fuoco di due mesi fa, Israele ha impedito l’arrivo di nuove forniture: L’ingresso di camion per la raccolta dei rifiuti, macchinari e strumenti per la raccolta e il trattamento dei rifiuti sanitari è ancora sospeso, insieme ad altre forniture essenziali come i pezzi di ricambio per i punti di raccolta e i contenitori per i rifiuti, riferisce sempre l’UNDP nel rapporto di questo mese.
Lo stesso rapporto ha anche lanciato un allarme preoccupante riguardo alle piogge invernali e alle inondazioni che hanno colpito Gaza nelle ultime due settimane.
“Con l’avvicinarsi dell’inverno – è scritto – la situazione presenta nuove sfide. Piogge e inondazioni potrebbero diffondere i rifiuti accumulati nelle comunità circostanti e contaminare le fonti d’acqua. I sistemi di drenaggio bloccati e i rifiuti non raccolti aumentano il rischio di malattie trasmesse dall’acqua e ostacolano l’accesso ai rifugi. Senza una raccolta continua dei rifiuti e uno smaltimento sicuro, si prevede che i rischi per la salute pubblica aumenteranno in questa stagione”.
Secondo gli amministratori palestinesi del Comune, nella sola Gaza City si sono accumulate circa 350.000 tonnellate di rifiuti solidi, mentre l’occupazione israeliana ha impedito alle squadre municipali di raggiungere la discarica di Johr El-Deek. Di conseguenza, il Comune è stato costretto a stoccare i rifiuti nel centro della città, creando una bomba ecologica a orologeria in mezzo ai residenti.
L’esercito israeliano ha anche distrutto centinaia di migliaia di metri della rete fognaria di Gaza e quasi tutti i suoi impianti di pompaggio e trattamento delle acque reflue. Tanto che lo stesso bacino idrico di Sheikh Radwan è diventato un ambiente fertile per la diffusione di malattie ed epidemie, a causa dell’accumulo di acque reflue e della loro fuoriuscita
Oltre il 95% delle infrastrutture totali di Gaza City è stato distrutto a causa della guerra e non è assolutamente noto come il piano di pace che prevede la ricostruzione di Gaza, potrà far fronte a queste enormi necessità ambientali e sanitarie. Che a ben vedere è la prosecuzione del genocidio con altri mezzi.
