Il bilancio delle vittime del bombardamento israeliano di due case nel quartiere Zeitoun di Gaza City è salito a sette, portando a 12 il numero totale delle vittime a Gaza dall’alba di oggi. Lo riferisce Al Jazeera. Almeno cinque palestinesi sfollati sono stati uccisi nelle loro tende nella zona di al-Mawasi, vicino a Khan Younis, nel sud di Gaza, aggiunge l’emittente. Va dettompoi che, secondo notizie diffuse da Al Jazeera “le forze israeliane hanno bombardato una tenda che ospitava sfollati a Khan Younis, uccidendo almeno cinque palestinesi e ferendone molti altri. In precedenza, le forze israeliane avevano ucciso almeno altre cinque persone in molteplici attacchi a Gaza City”.
Intanto la malnutrizione acuta nella Striscia di Gaza sta aumentando “vertiginosamente, con oltre 300.000 bambini a rischio grave”, afferma il Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite. “Il dato giunge dopo un recente allarme lanciato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), secondo cui solo l’1,5% dei terreni coltivabili nell’enclave rimane accessibile e intatto, ‘segnalando un collasso quasi totale della produzione locale di cibo'”, si legge in un comunicato pubblicato sul sito dell’Onu. Va detto poi di quello che accade sul fronte interno israeliano dove l’opposizione all’attuale Governo pro tempore aderisce alla richiesta dei familiari degli ostaggi che hanno chiesto uno sciopero domenica prossima come forma di solidarietà per le persone ancora detenute da Hamas a Gaza. Lo dice il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid. “Sciopero domenica”, ha dichiarato Lapid sul suo account X, specificando di rivolgersi “anche a coloro che sostengono il governo” di Benjamin Netanyahu. “Non è una questione di lite o di politica. Fatelo in solidarietà” con gli ostaggi del 7 ottobre, ha detto lapid. “Sono state le famiglie a chiederlo e questa è una ragione sufficiente”, ha aggiunto. Il 10 agosto, una ventina di parenti degli ostaggi hanno indetto uno sciopero generale per domenica prossima, e lunedì l’Hostage Families Forum, la principale organizzazione che rappresenta i parenti dei prigionieri, ha chiesto in una dichiarazione di “mettere il Paese in pausa”. Per il momento, la richiesta non ha convinto il principale sindacato israeliano, l’Histadrut. Il sindacato ha deciso di “non bloccare l’economia in questa fase”, ma avrebbe sostenuto “manifestazioni di solidarietà dei lavoratori” quel giorno, secondo il Forum.
