Dagli anni ’90 ad oggi, l’evoluzione tecnologica, lo svilupparsi di nuovi prodotti finanziari, i cambiamenti dei gusti dei consumatori e non ultimi, per quanto concerne lo scenario nazionale, i continui cambiamenti alle normative fiscali (i meno giovani) ricorderanno la prima riforma tributaria del 1972, hanno posto l’impresa, di fronte ad obblighi e oneri sempre crescenti, tali da indurre gli investitori nazionali ed esteri, a valutare possibili impieghi di capitale e/o di espansione, in funzione dell’impatto che il proliferare di leggi e/o decreti potesse comportare nel breve/medio periodo.
Da diversi decenni, il nostro Paese, è sinonimo di “burocrazia” (non a caso, l’Europa ci ha sempre chiesto di porre in essere, riforme strutturali); tutto ciò, comporta un rallentamento non solo dello sviluppo dell’intera economia, ma anche della circolazione e distribuzione della ricchezza.
Ovviamente, per innescare un meccanismo di reversibilità, occorrono, a mio avviso, due cambiamenti essenziali:
1. Far comprendere ad alcuni cittadini, che la “burocrazia” non genera lavoro; ma, ne impedisce invece, lo sviluppo, generando oneri a carico dello Stato e dei Cittadini. Se osserviamo le economie di alcuni stati avanzati europei e d’oltre oceano, che non hanno la nostra impostazione, il lavoro non è mai mancato e/o i tassi di disoccupazione sono sempre stati al di sotto della soglia di allarme sociale.
2. L’imprenditore in quanto tale, può intervenire, promuovendo interventi, per l’appunto, strutturali. Nel secondo dopo guerra, chiunque avesse avuto una buona idea e spirito di sacrificio, poteva ottenere soddisfazioni, oltre che di carattere morale, anche finanziarie.
Risultati oggi impensabili, a causa dei balzelli sempre crescenti posti a carico dell’impresa e aggravati da una evoluzione continua dell’ambiente interno ed esterno ad essa. (Il nuovo imprenditore) deve quindi affidarsi non solo al buon senso e all’intraprendenza; bensì, deve porre in essere strumenti quali:
• L’analisi preventiva del proprio progetto imprenditoriale.
• La programmazione di breve/medio periodo.
• La verifica in itinere, dei risultati attesi.
Al fine di porre in atto azioni (preventive) e non consuntive, di correzione.
Tutto ciò, è parte essenziale, affinché l’imprenditore si liberi dalla preoccupazione dei soli effetti fiscali, ma si concentri sulla “gestione” della propria attività, ponendo in essere una pianificazione strategica e tributaria, per garantire a sé stesso e ai terzi, la possibilità di crescita della propria azienda, nel rispetto delle norme, promuovendo occupazione e come tale, crescita dello sviluppo economico e sociale, del contesto in cui opera.
Dalle considerazioni fin qui indicate, è nata l’idea di promuovere un corso di formazione specifico, rivolto agli Imprenditori, dove saranno trattate, a titolo esemplificativo, materie quali: (Amministrazione, Finanza e Controllo di Gestione) – (Aspetti fiscali) – (Come scegliere la natura giuridica della propria impresa) etc.
https://www.collegioperiti.org/index.php/formazione/seminari-approfondimento/1078-gestire-l-impresa-in-tempo-di-crisi-bologna-10-settembre-e-roma-15-ottobre-2021-seminario-di-approfondimento
RINGRAZIO SIN DA ORA, QUANTI VORRANNO ADERIRE ALL’INIZIATIVA.
Buon lavoro.
Millennium Consulting
Rag. Domenico Pecorelli
Consigliere Nazionale Collegio Periti Italiani
www.collegioperiti.org
MILLENNIUM CONSULTING di Pecorelli Rag. Domenico
Consulenza amministrativa – gestionale, Pianificazione aziendale, Gestione finanziaria
Consulente di Direzione e Organizzazione Aziendale – Servizi per l’Impresa e il Consumatore
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