Alla base di questa ennesima manifestazione di protesta dei penalisti italiani ci sono vecchie motivazioni e mille rinvii inutili.
“La unicità delle carriere dei magistrati del Pubblico Ministero e dei Giudici – sottolinea una nota ufficiale dell’Unione Camere Penali-impedisce la piena realizzazione dei principi costituzionali del giusto processo ed in particolare della terzietà del giudice”.
I penalisti italiani ricordano al Paese che In Parlamento è in discussione la legge di riforma costituzionale di iniziativa popolare per la realizzazione della separazione delle carriere, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane e sottoscritta da oltre 70.000 cittadini italiani.
“La approvazione di tale legge – sottolinea una nota dell’UCP – è necessaria anche al fine di riconsegnare credibilità alla giurisdizione del nostro Paese, oggi fortemente compromessa nel sentire della pubblica opinione”. I penalisti denunciano all’opinione pubblica non solo il mancato rispetto, da parte della Politica, della volontà dei cittadini trasfusa nella legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere dei magistrati, a oltre tre anni dal deposito, ma anche la totale inefficacia, per una vera riforma dell’ordinamento giudiziario e della magistratura, delle proposte contenute nel DDL Bonafede e nell’elaborato della Commissione Luciani, costituita a tal fine dalla Ministra della Giustizia. (b.n.)
