La guerra di Trump

Iran: premier Pakistan, cessate il fuoco vale ovunque, anche in Libano, ma Netanyahu dice di no

  

L’accordo di cessate il fuoco che Iran e Usa hanno concordato include anche il Libano. È quanto ha riferito il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif (nella foto), in un post su X. “Con la massima umiltà, sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano e altrove”, ha scritto Sharif in un post su X, precisando che il cessate il fuoco ha “effetto immediato”. Il premier pakistano ha inoltre confermato di avere invitato le delegazioni a Islamabad per venerdì per negoziare un accordo definitivo: “Accolgo con grande favore questo gesto saggio ed esprimo la mia più profonda gratitudine ai leader di entrambi i Paesi, invitando le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile 2026 per negoziare ulteriormente un accordo definitivo volto a risolvere tutte le controversie”, si legge ancora nel post. “Entrambe le parti hanno dato prova di notevole saggezza e comprensione e hanno continuato a impegnarsi in modo costruttivo per promuovere la causa della pace e della stabilità. Speriamo vivamente che i ‘Colloqui di Islamabad’ riescano a raggiungere una pace sostenibile e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni!”, conclude.

Quello che però preoccupa è che Israele, con il suo Premier, nella tregua con include il Libano. Netanyahu: “Cessate il fuoco non include Libano”

Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio afferma che il cessate il fuoco di due settimane concordato da Usa e Iran non include il Libano. La sua dichiarazione è in contrasto con quanto riferito precedentemente dal premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, che in un post su X ha parlato di “un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano e altrove”. Netanyahu ha affermato: “Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che l’Iran riapra immediatamente lo Stretto (di Hormuz ndr.) e cessi ogni attacco contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l’impegno degli Stati Uniti volto a garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per l’America, Israele, i vicini arabi dell’Iran e il mondo. Gli Stati Uniti hanno comunicato a Israele il proprio impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano”. Ma su tutto questo domina l’incertezza, visto che poco dopo viene detto l’esatto contrario.   Dopo l’annuncio del cessate il fuoco di 2 settimane concordato da Usa e Iran un funzionario militare israeliano ha riferito che Israele stava ancora attaccando l’Iran e anche l’Iran ha continuato a sparare contro Israele. Pochi istanti prima la Casa Bianca aveva affermato che Israele aveva accettato i termini dell’accordo di cessate il fuoco di due settimane fra Stati Uniti e Iran.

Red

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