“Che i conti non siano in ordine, non mi pare corretto dirlo. I conti sono molto in ordine. Noi, quando ci siamo insediati, avevamo un deficit all’8,1%, oggi ce l’abbiamo al 3,1%. La previsione del governo era 3,3&, abbiamo fatto meglio delle nostre stesse previsioni. Avrei voluto scendere sotto il 3? Certo, avrei voluto fare ancora meglio, ma nessuno può dire che l’Italia oggi non ha i conti in ordine, può dire che li aveva molto in disordine ieri”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al Consiglio europeo informale ad Agia Napa, Cipro. “E purtroppo quel disordine ancora pesa. Perché io finirò di pagare i debiti del Superbonus quando arriveranno le elezioni politiche e quindi qualcuno ha lasciato dei debiti che il governo successivo, per 5 anni, doveva ripagare e questo anche pesa”, sottolinea. “Ho sentito alcuni membri dell’opposizione che ci accusano di cose che però non sono quelle reali. Un miliardo in Albania non lo abbiamo mai speso, lo sanno tutti. Sono solo 138 milioni di euro in un anno, quindi di quale miliardo stiamo parlando?”.
Su scostamento bilancio vediamo, niente escluso
Se faremo uno scostamento di bilancio? “Ad oggi non stiamo escludendo niente, ovviamente. La nostra priorità è dare delle risposte, però preferiremmo farlo in una cornice più confortevole”. Sulla clausola di salvaguardia per le spese per la difesa? “Oggi ho altre priorità, ho la priorità delle spese energetiche, ho la priorità di dare risposta ai bisogni dei cittadini. Poi chiaramente vogliamo mantenere tutti i nostri impegni e fare un lavoro che abbiamo sempre considerato importante e che consideriamo importante. Dipende però quali sono le priorità che dobbiamo affrontare”, aggiunge.
Ragionare su scorporo spese da Patto Stabilità, come per Safe
– “Secondo me bisogna ragionare con maggiore apertura, efficacia ed efficienza. E questo riguarda anche il tema del Patto di stabilità, della sospensione. Si parla di una flessibilità sugli aiuti di Stato, ragionevole, corretto, ma noi sappiamo che quando si parla di aiuti di Stato lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti e quindi ovviamente in quel caso bisogna ragionare su un modello per cui anche queste spese non vengono conteggiate, per esempio come si fa con il SAFE sulle spese di difesa. Dopodiché bisogna capire a quali settori ci si rivolge”.
Aumenti energia pesano su inflazione, non era priorità
“Noi abbiamo un’emergenza che è legata all’autotrasporto. Tutti capiscono ovviamente che di fronte a una situazione che sfugge di mano su quel settore noi ci ritroviamo con un aumento che rischia di impattare su tutti i beni di consumo e quindi diventa un problema di inflazione. Allora tenere a bada l’inflazione non era una priorità dell’Unione Europea?”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al Consiglio europeo informale ad Agia Napa, Cipro. “Siamo venuti qui a portare ovviamente la nostra posizione determinata, non per fare semplicemente l’interesse italiano, che è come sempre la cosa che per noi è più importante di tutte, ma per fare interesse europeo. Perché se non si risponde per tempo su questi temi rischia di farci molto male”, rimarca.
Su energia passo avanti ma non sufficiente, serve più coraggio
“Penso che l’Europa debba essere molto più coraggiosa. Chiaramente apprezzo la proposta che ha fatto la Presidente della Commissione Europea sul tema dell’energia. E’ un passo in avanti, non è un passo in avanti sufficiente. Penso che sarebbe un errore, l’ho già detto in passato, se noi credessimo di dover seriamente affrontare queste questioni solo quando siamo arrivati oltre, come è accaduto in passato. Perché quando ci si muove troppo tardi il prezzo che si paga è più alto e quindi secondo me bisogna ragionare con maggiore apertura, efficacia ed efficienza”. “E questo riguarda anche, come sapete, il tema del patto di stabilità, della sospensione o almeno si parla di aiuti di Stato nella proposta della Commissione, di una flessibilità sugli aiuti di Stato, ragionevole, corretto. Ma noi sappiamo che quando si parla di aiuti di Stato lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti. E quindi ovviamente, in quel caso, bisogna ragionare su un modello per cui anche queste spese non vengono conteggiate, per esempio come si fa con il Safe sulle spese di difesa. Dopodiché bisogna capire a quali settori ci si rivolge”, rimarca.
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