“Molto ancora da fare”. La premier Giorgia Meloni e il suo vice Antonio Tajani lo ripetono come un mantra, a voler allontanare qualsiasi suggestione di un ritorno anticipato alle urne per le politiche, una volta che sarà approvata la nuova legge elettorale. Un’ipotesi, quella di elezioni prima della scadenza naturale della legislatura, non esclusa ieri anche dal presidente del senato, Ignazio La Russa. “Abbiamo ancora moltissimo da fare e chiaramente le sfide che questo tempo ci sta mettendo di fronte sono particolarmente complesse. Però gli italiani devono sapere che c’è un governo che rimane ogni giorno al lavoro per dare risposte, che c’è un governo che tiene la barra dritta, che c’è un governo che non ha paura, che c’è un governo che non scappa”, avverte oggi Meloni intervenendo alla festa nazionale dell’Udc. Ancor più esplicito è Tajani: “Non dovrebbero esserci elezioni anticipate. Il governo è stabile e c’è molto ancora da fare per questo Paese”.
Rischia però di aprirsi un altro pericoloso fronte interno al centrodestra, dopo le fibrillazioni sulla legge elettorale. La Lega rilancia infatti sulla sicurezza, depositando “una risoluzione, in votazione nei prossimi giorni, per impegnare il governo a rafforzare ed estendere l’operazione ‘Strade Sicure’, portando a 10mila i militari impegnati nel presidio delle strade, delle piazze e delle stazioni italiane. Attualmente, infatti, sono ancora scoperti ben 61 capoluoghi di provincia dal presidio armato di ragazze e ragazzi in divisa e, con una spesa contenuta di 109 milioni all’anno, si garantirebbe maggior sicurezza in tante città. Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni. La spesa potrebbe essere coperta dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana”, è la sfida lanciata al partito dell’altro vicepremier, Matteo Salvini, che va a toccare due nodi sensibili per gli alleati: un maggior impiego dei militari nelle strade, per il quale serve l’avallo del ministro della Difesa di FdI Guido Crosetto, e la tassazione sulle banche su cui c’è la netta chiusura di Forza Italia.
La sortita della Lega sulla sicurezza è probabilmente anche una risposta alla crescente affermazione nei sondaggi di Futuro nazionale del suo ex europarlamentare Roberto Vannacci. La cui ombra continua a estendersi sulla maggioranza, che però sembra chiudere a qualunque accordo. Meloni ci scherza su, in un’intervista al Foglio, ammettendo che il generale le ricorda “‘Il Mago di OZ’, perché l’uomo che proietta la sua immagine gigantesca, alla fine del film, è un po’ quello che mi capita di pensare quando vedo quei video fatti con l’IA di lui muscoloso condottiero e poi lo ritrovo a fare le gare di nuoto con Renzi”. Quindi, tornando a questioni più serie, la presidente del Consiglio ricorda che “per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina, piuttosto che farlo. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kyiv, io ho sostenuto l’Ucraina per Roma” e quindi “non sono certamente disposta a fare il contrario di quello che ho fatto finora, o di quello in cui credo, per calcolo politico o elettorale”, negando così qualsiasi alleanza con chi vota contro il sostegno alla difesa dell’Ucraina. Del resto, Vannacci “era già parte del centrodestra, è lui che se n’è andato, nessuno l’ha mandato via. È stata una sua liberà scelta fare la quinta colonna alla sinistra”, aggiunge Tajani, per il quale “se c’è qualcuno che sta dalla parte di Putin e contro il libero mercato e contro l’Europa, non sta dalla nostra parte”. Da Futuro nazionale replica il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, confermando la disponibilità al dialogo ma anche la distanza sui dossier internazionali: “Un matrimonio si fa in due” e “noi siamo disponibili. Se vogliono chiamarci, il telefono del generale Vannacci è sempre acceso. Fermo restando che abbiamo delle linee invalicabili, come in politica estera”.
