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  Grattacapo Cosmico, il nuovo viaggio dei Meteopanik

di Giuseppe Onorati

Lo scorso 12 Dicembre, su diverse piattaforme digitali è uscito Grattacapo Cosmico, l’ultimo singolo dei Meteopanik, gruppo musicale della galassia indipendente, che da qualche anno è sulla scena, proponendo un rock d’atmosfera con caratterizzazioni elettroniche, tuttavia sfuggente a qualsiasi pretesa di categorizzazione rigida.

Formatosi nel 2017 a Potenza, ha all’attivo due album autoprodotti: Meteopanik del 2021 e Kinapoetem del 2023. La compagine Meteopanik vede Vito Viglioglia alla voce ed alle chitarre, Vito Di Lorenzo alle chitarre, Gianluigi Santoro al basso e Silvio Lauria alla batteria.

Di base può considerarsi un gruppo rock, che visita diversi scenari stilistici, con una caratterizzante presenza elettronica e votato a una musicalità espansiva spazialmente. I riff di chitarra danno un sapore rock scarno, supportati da strutture ritmiche dense; la timbrica vocale di Viglioglia è il mastice che tiene assieme il sistema sonoro complessivo, il quale in modo efficace e con giusta misura si avvale di sfondi elettronici.

L’ultimo lavoro dei Meteopanik, Grattacapo Cosmico non sfugge a questo equilibrio sonoro, presentandosi come un viaggio musicale nei meandri dell’ infinitudine che ci avvolge e di cui siamo parte.

Il brano autoprodotto, trae ispirazione da una poesia di Vito Viglioglia (Grattacapo Cosmico per l’appunto), presente nel libro raccolta Nella Luce di un’Estate, ed è una vera e propria celebrazione dell’ incontro fra infinitudine interiore ed infinitudine esteriore, che diviene il momento sommo dell’esistenza, quando l’uomo prende coscienza di questo incontro e sperimenta “l’Attimo di Dio, l’Istante Supremo”.

Grattacapo Cosmico è un viaggio a cui è invitato l’ascoltatore; un riff di chitarra, come vettore sonoro ci fa allacciare le cinture e poi, dopo qualche battuta , basso e batteria s’innestano a cadenzare la ritmicità della partenza per l’infinità dell’interiore e dell’ esteriore.

La voce eco di Viglioglia interviene come oracolo a narrare come nell’Anima si disegnino scenari cosmici d’infinitudine che abbiano la stessa immensità degli scenari cosmici fuori di noi; un ordine unico, frattalico, del “come dentro così fuori”.

Uno stupore iniziale misto a paura nel percepirsi piccoli, limitati e mortali innanzi all’infinitudine del Cosmo, crea negli esseri umani un meraviglioso imbarazzo, un grattacapo cosmico; ci si sente naufraghi nell’immensità di un mare dorato avvolgente e misterioso, nello splendore della notte.

Navigando però, l’affiorare di un senso atavico, fa progressivamente superare il meraviglioso imbarazzo, aprendo l’Anima ad una connessione intima fra Fuori e Dentro; è un riscoprirsi infiniti nell’Infinito, sino al culminante  “Attimo di Dio, l’Istante Supremo”, in cui si approda all’Assoluto.

Un primo momento dialettico Piccolo-Grande, Dentro-Fuori, viene superato dal recupero della Coscienza Assoluta, che ci ricorda d’essere in una Grande Armonia Totale.

L’astronave Meteopanik aspetta a bordo chi voglia intraprendere questo viaggio

Si allaccino le cinture e parta il conto alla rovescia.

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