Energia: Schlein, siamo fragilissimi ed esposti a ogni tipo di shock
“Quello che sta accadendo nello stretto di Hormuz è la ulteriore prova che siamo fragilissimi e siamo esposti a ogni tipo di shock energetico. Questo perché? Perché siamo rimasti indietro mentre altri paesi andavano avanti e si può rimediare, e si può rimediare anche abbastanza in fretta, perché la Spagna qualche anno fa era messa sostanzialmente come noi, ed è riuscita ad accelerare ed è stata Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea qualche giorno fa, a riconoscere che Spagna e Portogallo, grazie agli investimenti che hanno fatto sulle rinnovabili, hanno retto molto meglio allo shock dovuto all’aumento dei prezzi del gas, dell’energia, dei carburanti proprio a causa della chiusura dello stretto di Hormuz”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo al panel “Italia rinnovabile contro la povertà energetica”, alla Città dell’altra Economia, a Roma. “Cosa si può fare nell’immediato? Intanto, si può prendere esempio e mettere un tetto al prezzo del gas a livello europeo. Poi, bisognerebbe in via strutturale mettere mano a come si forma il prezzo del gas a livello europeo e lavorare noi sul disaccoppiamento, cioè scollegare il prezzo dell’energia da quello del gas. Si può fare in tanti modi, come lavorare per incentivare i Power Purchase Agreement. È una delle poche cose su cui il governo ha cominciato ad ascoltarci e che ne ha messo un principio anche nel decreto Bollette, ma bisogna fare molto di più. Un’altra cosa fondamentale da fare, però, è aumentare la quota di produzione di energia rinnovabile, perché è con questa via che la Spagna è riuscita a ridurre il peso del gas”, ha aggiunto.
Iran: Bonelli, bene cambio posizione governo, nessuna missione senza Onu e pace
“Devo dire che il governo sta cominciando a cambiare posizione. Dopo il famoso incontro di Parigi tra Merz, Starmer e Macron, quando fu lanciata l’idea del cosiddetto ‘quartetto’, Giorgia Meloni si è poi sganciata parlando della necessità di agire sotto l’egida dell’ONU: una posizione che condividiamo”. Così Angelo Bonelli intervenendo alla trasmissione Agora su Rai3 commentandone le audizioni in corso alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
“Oggi si parla di pace duratura ed è evidente che sarebbe stato irresponsabile mandare le nostre navi mentre è in corso un conflitto. Sarebbe stato un aiuto alla guerra criminale di Netanyahu e Trump. Questa è la loro guerra: una guerra fatta nel nome non della democrazia e dei diritti umani, ma degli interessi dei signori della guerra, del petrolio e di chi vuole continuare a bombardare il popolo palestinese, provocando milioni di profughi tra Palestina e Libano – aggiunge – L’azione di sminamento dello Stretto di Hormuz può essere un’operazione importante, perché eliminare ordigni e armi significa salvare vite umane. Ma deve avvenire con il coinvolgimento delle Nazioni Unite, dentro una cornice di pace duratura e di ricostruzione del diritto internazionale”.
“Trump, Netanyahu e Putin hanno contribuito in questi anni alla demolizione del diritto internazionale e l’Italia, purtroppo, a Trump un aiutino in questa direzione lo ha dato”, conclude Bonelli.
