La spaventosa guida di POLITICO alle relazioni più terrificanti della bolla Ue
Gli spettri degli ex commissari infestano il Berlaymont, le ragnatele crescono sulle istituzioni dormienti dell’UE e scoppiettano roghi di burocrazia.
Con l’avvicinarsi delle notti, c’è molto di più da temere, mentre i nuovi commissari si preoccupano degli scheletri nei loro armadi o mentre figure macabre negli Stati Uniti spaventano gli eurocrati.
Al Parlamento europeo, i legislatori si preparano a porre la temuta domanda: “Dolcetto o cambiamento di trattato?”
Ecco la guida di POLITICO su chi ha paura di chi.
Tutti hanno paura di Björn Seibert
Non fatevi ingannare dal fascino discreto e pacato di questo funzionario tedesco.
In qualità di capo dello staff della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Björn Seibertè l’uomo che fa o distrugge le carriere nelle istituzioni europee. “Quando Björn chiama, sai che non sono buone notizie“, ha detto un diplomatico nell’anonimato, spaventato come altri da Seibert.
Il consigliere più fidato di von der Leyen,Seibert, l’ha seguita con le sue immancabili scarpe da ginnastica da Berlino a Bruxelles nel 2019.
I loro sussurri in tedesco sulle decisioni chiave del personale della Commissione sono ormai una caratteristica comune della vita al Berlaymont, il quartier generale della Commissione.
“La cosa peggiore che può succedere è che il tuo fascicolo finisca al 13° piano”,ha affermato un funzionario della Commissione, riferendosi al piano in cui lavora il gabinetto di von der Leyen.
“Non sai mai se tornerà giù oppure no.”
Von der Leyen ha paura della Corte di giustizia dell’UE
Ci sono un sacco di buone ragioni per essere inquietati da un gruppo di vecchi in Lussemburgo che indossano strane vesti svolazzanti, ovvero tuniche curiali .
Ma Ursula von der Leyen ha invece di che temere dalla sua presunta mancanza di trasparenza sui contratti per i vaccini anti-Covid-19.
La Commissione europea sta contestando una sentenza della Corte di giustizia dell’UE emessa a luglio, che ha in parte ha condannato la de cisione di Ursula di censurare ampie parti dei contratti firmati tra l’esecutivo e le società farmaceutiche prima di renderli disponibili al pubblico.
Parallelamente, il mese prossimo la Corte di giustizia esaminerà i dettagli di un secondo caso: la battaglia legale “Pfizergate” sull’accesso a presunti messaggi di testo tra von der Leyen e il CEO di Pfizer Albert Bourla in vista dell’accordo UE sul vaccino anti-Covid-19.
Tutti hanno paura di Donald Trump
Il presidente a forma di zucca è sul punto di tornare in auge, un ritorno che potrebbe addirittura sconvolgere l’Unione Europea, costringendola a camminare sulle proprie gambe.
A pochi giorni dalle elezioni americane, Bruxelles si sta preparando per una potenziale seconda presidenza di Trump e per ciò che il candidato repubblicano vincente potrebbe significare per l’Unione Europea. Il blocco sta preparando piani di emergenza se Trump dovesse limitare se non eliminare, il sostegno finanziario e militare americano all’Ucraina.
Gli eurodeputati hanno paura di Olivér Várhelyi
L’uomo a Bruxelles del primo ministro ungherese Viktor Orbán si è costruito la reputazione di saper suscitare spaventi improvvisi, sia che si tratti di allargare l’Unione o di tagliare unilateralmente i finanziamenti ai palestinesi.
Ma il film horror potrebbe avere un seguito, perchè Olivér Várhelyi si sta preparando per un’importante intervista allo scopo di diventare commissario europeo per la salute. Il fatto di aver definito “idioti” gli eurodeputati l’anno scorso, potrebbero ritorcersi contro di lui.
Anche i legislatori e le organizzazioni europee orientate alla salute hanno sollevato proteste, spaventati dalla sua inesperienza in materia di politica sanitaria.
La parte più spaventosa dell’equazione potrebbe essere se Várhelyi non superasse l’udienza parlamentare. Circolano voci secondo cui Orbán potrebbe proporre un sostituto con legami ideologici ancora più stretti con lui, o addirittura ritardare il processo di mesi.
Orbán ha paura del Partito Popolare Europeo
Il primo ministro ungherese Viktor Orbánè l’incubo che tiene svegli di notte i leader dell’UE, anche perché blocca le decisioni dei capi di governo e vola a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin come e quando vuole.
Ma anche lui ha i suoi demoni a Bruxelles.
Il Partito Popolare Europeo (PPE)al Parlamento europeo ha spalancato le porte al principale nemico di Orbán, il leader dell’opposizione Péter Magyar, che ora nei sondaggi è più favorito del partito Fidesz di Orbán in Ungheria.
In patria, questa calorosa accoglienza sta rafforzando Magyar nella sua campagna contro Orbán, che era lui stesso membro del PPE prima dell’avvenuta separazione a loro tre anni fa.
“Non hai vinto le elezioni [dell’UE], il Fidesz non è il vincitore delle elezioni… il PPE, noi vinciamo le elezioni,”ha detto di recente il capo del PPE Manfred Webera Orbán. “So che sei nervoso… Péter Magyar ti sconfiggerà in Ungheria,”ha aggiunto.
I socialisti hanno paura di Raffaele Fitto
I socialisti europei non ritengono che il nuovo commissario italiano sia adatto alla carica.
Ciò che li spaventa è che il primo ministro italiano di destra Giorgia Meloni, è riuscita a mettere uno dei suoi più forti alleati al centro del progetto UE a Bruxelles, una città tradizionalmente governata da una ferma stretta di mano tra socialisti e PPE di centro-destra.
Fitto, che potrebbe essere responsabile della politica di coesione se approvato nelle audizioni dei commissari la prossima settimana, sarebbe un personaggio di spicco nella Commissione europea e, nientemeno, un vicepresidente esecutivo, il che significa che gli altri commissari dovranno riferire a lui.
Nei giorni che precedono le audizioni dei commissari, ciò innervosirà i socialisti che non vogliono vedere scomparire la loro influenza sull’agenda politica.
I diplomatici hanno paura dell’ambasciatore francese
Philippe Léglise-Costa, ambasciatore francese presso l’UE, è così famoso nella bolla di Bruxelles che è noto come “PLC”.
È uno dei membri chiave del Coreper,una riunione in cui gli inviati dei 27 paesi membri dell’UE cercano di superare le divergenze su un’ampia gamma di politiche dell’UE.
Léglise-Costa non rappresenta solo gli interessi francesi: è anche uno degli operatori politici più esperti e capaci tra tutti gli ambasciatori.
I nuovi arrivati a Bruxelles sanno quanto sia importante avere PLC e la sua controparte tedesca, Michael Clauss,dalla loro parte per concludere affari. Parlare francese aiuta, ma la cosa principale è non farsi intimidire quando PLC cerca di metterti all’angolo con la sua competenza tecnica.
I migranti hanno paura di Magnus Brunner
Non provate nemmeno a venire in Europa o finirete in un “hub di rimpatrio”: questo è il messaggio che l’UE sta ora inviando in modo aggressivo a coloro che cercano di entrare nel blocco senza la documentazione necessaria.
Magnus Brunner,destinato a diventare il nuovo commissario per le migrazioni, avrà il compito di ribadire questo messaggio, e di rendere concreta la minaccia. La Commissione sta anche pianificando una legge rinnovata sulla deportazione delle persone nei loro paesi d’origine.
Il commissario austriaco in arrivo intende usare la sua abilità come giocatore di tennis, per respingere le richieste di asilo.
Nessuno ha paura del Mediatore europeo
Emily O’Reilly,responsabile della trasparenza e dell’etica nell’UE, sta per dimettersi dall’incarico che ricopre dal 2013, ma l’unica cosa che potrebbe spaventarvi è la “O” nel suo nome.
Questo perché il difensore civico ha solo il potere di dare una pacca sulla zampa alla Commissione europea e accusarla di “cattiva amministrazione”(in pratica di essere stata poco efficiente nel suo lavoro) anziché punirla realmente.
Balthazar
