Di Lorenzo Sorrentino
(LaPresse) – Sono saliti a 13 i contagi di Hantavirus legati al focolaio a bordo della Mv Hondius. “La Spagna ha segnalato un nuovo caso tra i passeggeri in quarantena”, ha informato su X Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “L’incubazione del virus è molto lunga, fino a un mese e mezzo-due, per cui era plausibile che in questi giorni uscisse fuori qualche altro positivo”, spiega a LaSalute di LaPresse, Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus Bio-Medico. Ma com’è avvenuta la trasmissione dai primi due casi – l’ornitologo olandese e la moglie- agli altri positivi? Se è vero che “il virus Andes è l’unico degli Hantavirus che si trasmette da uomo a uomo, il contatto deve essere ravvicinato e prolungato”, ricorda Ciccozzi. “Come si spiega, allora, che la hostess che sull’aereo ha soccorso la settantenne olandese non si sia infettata?”, si domanda l’epidemiologo. L’ultimo positivo in Spagna, di contro, “sembrerebbe non aver avuto contatti stretti con i casi conclamati”, aggiunge. “Ma il virus si trasmette soprattutto da topo a uomo, mentre credo che la trasmissione interumana, per via respiratoria, sia più occasionale”, ipotizza l’esperto. Anche perché, ricorda Ciccozzi, “c’è un solo lavoro, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che conferma la trasmissione da persona a persona. Non siamo dunque di fronte a una certezza assoluta”.
Come sarebbe avvenuto allora il contagio tra i passeggeri? Secondo l’epidemiologo del Campus Bio-Medico “a bordo della nave potrebbero essere saliti dei topi, che avrebbero contaminato le derrate alimentari. Se il virus si fosse trasmesso per via respiratoria, i contagi sarebbero stati molti di più”. L’unica certezza è rappresentata dai ritardi nell’adozione delle misure di contenimento a bordo della Hondius. “Mi chiedo perché non esistano delle linee guida specifiche per le navi da crociera. Se ci fossero state, il morto sarebbe stato immediatamente isolato e tutti i suoi contati sarebbero stati messi in quarantena”, rimarca Ciccozzi. Più efficiente e tempestivo l’atteggiamento delle autorità sanitarie dei vari Paesi, “che stanno giustamente isolando ogni possibile sospetto e i suoi contatti. Ma restiamo sempre un passo indietro rispetto ai virus, come fu per Sars-Cov-2 e come sta accadendo con Ebola”, conclude Ciccozzi. “Servono linee guida essenziali e piani da applicare appena emerge un caso sospetto”. Di Hantavirus, ad ogni modo, “tra un paio di settimane non se ne sentirà più parlare”, prevede.
