Esteri

Houthi-Israele, almeno 80 feriti in attacchi israeliani su Yemen e ribelli avvertono: “Colpiremo obiettivi civili”

 

Almeno  80 persone sono rimaste ferite negli attacchi israeliani che hanno  colpito la città portuale yemenita di Hodeida, controllata dagli Houthi (nella foto l’attacco israeliano).  Lo ha dichiarato il ministero della Sanità gestito dal gruppo ribelle  yemenita sostenuto da Teheran. I raid aerei contro strutture per lo stoccaggio del petrolio e altre  infrastrutture portuali hanno provocato vasti incendi nell’area facendo  circa “80 feriti, la maggior parte dei quali con gravi ustioni”, ha  dichiarato il ministero dei ribelli in una dichiarazione rilanciata dai  media Houthi. Per ora non sono stati riportati morti. Il portavoce militare degli Houthi ha affermato che Israele ha attaccato in Yemen impianti elettrici e petroliferi, che sono “obiettivi civili” e, come tali, “le forze yemenite risponderanno di conseguenza”. Lo riporta il sito dell’israeliano Haaretz. “Non ci fermeremo” – aggiunge la fonte -. Ciò include “obiettivi civili e strutture nemiche. Dichiariamo che l’area di Tel Aviv non sarà sicura”, conclude. Immediata la risposta del Governo israeliano con il Premier: “Ho un messaggio per i nemici di Israele: non sottovalutateci. Ci difenderemo su ogni fronte e con ogni mezzo. Chiunque voglia attaccarci pagherà un prezzo”. E’ quanto ha detto Benjamin Netanyahu dopo i raid nello Yemen. “Il porto che abbiamo attaccato non era un’area innocente, era usato per scopi militari e come punto di ingresso di armi letali fornite agli Houthi tramite l’Iran”, ha aggiunto il premier israeliano.  “Chiunque desideri vedere un Medio Oriente stabile e sicuro – dovrebbe opporsi all’asse del male iraniano e sostenere la lotta di Israele contro l’Iran e le sue metastasi: sia nello Yemen, sia a Gaza, sia in Libano, ovunque. Questa operazione – ha aggiunto – ha colpito obiettivi a 1.800 km dai nostri confini. Rende chiaro ai nostri nemici che non esiste luogo in cui non possa arrivare il lungo braccio dello Stato di Israele”.

Con Israele gli Usa: “”Riconosciamo pienamente il diritto di Israele all’autodifesa”, lo ha  ribadito il portavoce della Casa Bianca, citato dal quotidiano The Times  of Israel. La Casa Bianca ha anche confermato di essere stata in  contatto con Tel-Aviv dopo l’attacco di droni lanciati dai ribelli  Houthi contro la capitale, Tel Aviv, ieri mattina a seguito dei quali è  morta una persona. Tuttavia, ha precisato il portavoce, “gli Stati Uniti  non sono stati coinvolti negli attacchi di oggi in Yemen”. Il  Cairo, uno dei mediatori chiave del conflitto a Gaza, ha espresso “grave  preoccupazione” per l’attacco israeliano contro i ribelli Houthi al  porto di Hodeida (Yemen) chiedendo alle parti “moderazione e calma” per  evitare l’escalation nella regione. “L’Egitto segue con grande preoccupazione l’operazione militare  israeliana sul territorio yemenita, che aumenta ulteriormente la  tensione su tutti i fronti”, ha dichiarato il ministero degli Esteri  egiziano in un comunicato dove si sottolinea anche “l’importanza di  unirsi agli sforzi internazionali per mantenere la sicurezza e la  stabilità nella regione” contro la possibile estensione del conflitto. Un’escalation, prosegue la nota,“spingerebbe l’intera regione in un  circolo vizioso di conflitto e instabilità”. La nota invita tutte le  parti alla “calma” e a “esercitare la moderazione, evitando di cadere  nel caos regionale” esortando “tutti gli attori, a livello regionale e  internazionale, ad assumersi le proprie responsabilità per porre fine  alla guerra israeliana a Gaza”, che “è la ragione principale  dell’escalation” in Medio Oriente.

Related posts

Anche la Repubblica di San Marino riconosce lo Stato di Palestina

Redazione Ore 12

Biden a un passo dal ritiro. La Cnn: “Nancy Pelosi ha mostrato al Presidente i sondaggi, se non si ritira è sconfitta certa”

Redazione Ore 12

La Cina blinda lo stretto di Taiwan. Navi ed aerei ‘sorvegliano’ l’area

Redazione Ore 12