Primo piano

I Graffiti di Dana-Zhijia presenta il Robo-Camion

Finalmente un tir che non si lamenta delle pause caffè

 

A Hubei in Cina viaggio senza autista da un magazzino all’altro

di Loredana Vaccarotti

 

Lo sviluppatore cinese di soluzioni di guida autonoma Zhijia Technology ha annunciato il completamento con successo del primo test di trasporto merci con un camion senza conducente da magazzino a magazzino

 

 

Non era una filosofia cinese, tipo “aspetta il nemico lungo il fiume”? Ecco, loro aspettano… ma con droni, intelligenza artificiale e camion senza conducente. Ora provate a immaginare la stessa scena in Italia: il nemico non arriva perché il camion si è fermato davanti a una buca, ha chiesto indicazioni a tre vigili urbani diversi e ha fatto marcia indietro in autostrada perché Google Maps era confuso. I cinesi, invece, già studiano come far arrivare il camion direttamente al fiume… senza nemmeno che il nemico se ne accorga!

Ecco la versione italiana: Il mezzo parte regolarmente da un magazzino alla periferia di Roma e dopo 300 metri  trova la sua prima “sfida alla tecnologia”: affronta un percorso che neanche Ulisse nel ritorno a Itaca. Dopo appena 500 metri trova la prima buca, talmente profonda che Google Maps l’ha segnalata come “nuovo lago artificiale”.

Superato il cratere con un triplo salto carpiato, il robo-camion imbocca il Grande Raccordo Anulare. Qui deve affrontare un’altra prova: coda infinita per lavori in corso. Secondo il cartello, il cantiere è iniziato nel 1992 e la fine prevista “entro il Giubileo 2125”. Dopo 45 minuti fermo, l’intelligenza artificiale sviluppa un istinto tutto italiano: abbassa i finestrini e inizia a suonare il clacson a ritmo di “Seven Nation Army”.

Il viaggio prosegue in città. In un incrocio, il camion si trova davanti tre auto in tripla fila, un monopattino buttato a terra e una Panda parcheggiata sulle strisce pedonali con bigliettino: “torno subito – devo prendere un caffè”. Il software tenta di negoziare con l’auto lasciandole un messaggio vocale su Telegram, ma senza risposta.

Momento clou: l’incontro con un semaforo rosso bloccato da tre settimane. In teoria il robo-camion avrebbe dovuto attendere l’intervento della Polizia Municipale, ma visto che l’unico vigile  impegnato a dirigere il traffico in un matrimonio di paese, il camion fa ciò che avrebbe fatto un italiano medio: inserisce la freccia a destra, finge di svoltare e poi va dritto.

Dopo 8 ore di viaggio per 27 km, con 14 deviazioni improvvise, 9 gabbiani scambiati per droni ostili e 1 pecora in mezzo alla carreggiata (nonnina con cappotto di lana esclusa), il robo-camion finalmente arriva al deposito finale. Peccato che è chiuso “per ferie fino a data da destinarsi”.

Gli ingegneri, comunque, parlano di missione compiuta:

«Il camion si è adattato perfettamente al contesto italiano: adesso bestemmia in tre dialetti, impara a fare lo slalom tra i tombini rialzati e si ferma regolarmente al bar per il caffè macchiato».

Effettivamente la società odierna è sempre più proiettata a fare i conti con  nuovi robot a discapito dell’impiegato in molti lavori. Ma ci saranno risvolti positivi?

Elenco alla mano:

Al posto di cassiere, ci sono le casse automatiche: tu passi l’ articolo e lei dice: “Articolo non riconosciuto”. Traduzione: “Ti ho beccato, ladro di zucchine”.

I magazzinieri robot che non si lamentano mai della schiena… peccato che ogni tanto si incastrino in corridoio. Amazon usa robot che non si stancano mai, ma se li guardi bene… hanno lo stesso sguardo perso di noi quando cerchiamo il bagno all’Ikea

Il cuoco con il braccio robot che frigge patatine. Non sbaglia mai il sale, ma non sa chiacchierare con te quando sei triste. Bracci robotici che friggono patatine perfette. L’unico problema: non si fermano mai. Quindi o mangi o ti ritrovi con un Everest di fries in cucina.

L’addetto alla reception  robot sorridente che ti dà il benvenuto… peccato che non capisca il dialetto di tua nonna. Un robot che ti sorride sempre… ma solo perché il suo software non conosce la parola lunedì mattina.

Il fattorino sostituito da droni che ti consegnano il pacco, sempre puntuali… finché non arrivano i gabbiani a fare “dogfight”.

Gli addetti all’assistenza clienti, ora vi sono i chatbot instancabili, che ti rispondono 24 ore su 24 con la stessa frase: “Capisco la tua frustrazione”. Tu scrivi “Ho un problema serio” e loro rispondono: “Hai provato a spegnere e riaccendere la vita?”

Vuoi mettere il contabile come il “ragioniere Fantozzi? Ora il  software non si scorda mai le scadenze. Però niente pausa caffè, e non ride alle tue battute.

Software che non dimenticano mai nulla. Mai. Peccato che poi quando tu dimentichi il 730… ti guardano dall’alto come a dire: “Umano mediocre”.

Alcuni ristoranti usano robot che portano i piatti al tavolo. Il lato positivo? Non si dimenticano mai la comanda.
Il lato negativo? Se inciampano sul tuo piatto di carbonara, non ti chiedono scusa… ti stampano direttamente la ricevuta del danno

Auto a guida autonoma che ti portano a destinazione. Ma la parte peggiore è che non puoi fare la chiacchiera classica tipo: “Com’è il traffico oggi?” Ti rispondono solo: “Calcolo percorsi alternativi”.

App di traduzione e tutor virtuali che ti correggono la pronuncia. Però se dici “I’m hungry” e loro capiscono “I’m angry”, ti ritrovi a litigare con un app invece che ordinare un panino.
Sistemi AI che catalogano i libri. Peccato che se cerchi “Dante” ti propongano “Inferno pizza” come correlato.

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