di Alessio Russo (*)
Egregio Ministro Carlo NORDIO,
la nostra categoria, consulenti tecnici e periti, paga di persona una situazione disagiata all’interno del mondo della giustizia, sia sul piano tecnico, sia sul piano umano ed anche su quello economico.
La nostra professione incide pesantemente nella vita del cittadino italiano ed è per questo che desideriamo esporLe le nostre istanze per avere da Lei un giudizio, un aiuto o quanto penserà utile in funzione dei problemi che saremo felici di esporLe.
Con la presente desideriamo chiederLe di offrirci la possibilità di un incontro al fine di esaminare i sempre più gravi e numerosi problemi della categoria dei consulenti tecnici e periti iscritti nei ruoli dei tribunali.
Lo stato di disagio con il tempo si va trasformando in una vera esasperazione che non rende la vita facile a nessuno. A noi consulenti tecnici, a voi magistrati, oltre agli avvocati e certamente non rende giustizia al cittadino. Sono sempre più numerosi i CTU e Periti che si cancellano dagli albi o pensano di farlo nell’immediato. Il numero dei CTU e PERITI iscritti nel PORTALE ci risulta essere diminuito ad 1/5 del totale che erano iscritti nei tribunali italiani nella seconda metà degli anni ’90. L’affluenza al nostro Corso di Alta Formazione in Tecnica della Perizia Giudiziaria che noi, primi in Italia, istituimmo è in forte diminuzione. Tra quelli che ripensano dall’iscriversi e quelli che abbandonano dopo il seminario sulla Parcella. Motivo? Una volta appreso come siamo trattati e pagati abbandonano l’idea. Ho più volte avvisato nel corso dei vari convegni i magistrati che tra non molto le consulenze tecniche e perizie saranno costretti a farle fare a incompetenti o farsele da soli!
Non sarebbe difficile rimuovere i motivi di questa situazione e certamente l’unica medicina è il colloquio ed il confronto tra chi come Lei può avviare soluzioni ai problemi.
Le segnaliamo alcuni dei problemi:
A Risolvere il problema delle convocazioni a CTU e PERITI che stranamente non vengono inviate sempre alla PEC depositata dal professionista nel PORTALE di Giustizia ma prese da siti esterni illegalmente;
B Che nel PORTALE di Giustizia nella voce CONTATTI non ci siano solo i dati degli avvocati ma anche quelli del CTU e di tutti i CTP. Una domanda, nel Portale ci si chiede una miriade di dati, compreso la taglia dei pantaloni per non dire altro. Quello più importante ovvero di depositare tra gli altri la nostra PEC. Perché allora ci inviano le nomine per incarichi di CTU a PEC che prendono da siti esterni?
C Che al CTU non sia tolto l’accesso alla causa appena consegnata la Relazione Tecnica come incredibilmente avviene ora costringendo lo stesso in occasione di richiesta chiarimenti o quesiti aggiunti ad una perdita di tempo incredibile visto che a richiesta di nuovo accesso, spesso, non si ottengono risposte. Quando si parla di giustizia eviterei di usare termini come semplificare, snellire, ecc. perché vengono da noi recepite come una presa in giro di fantozziana memoria. Ad ogni pretesa semplificazione il risultato è una complicazione. L’ufficio complicazione cose semplici non chiude mai!!!;
D Di istituire ufficialmente un minimo decente di acconto in sede di assegnazione della consulenza tecnica che copra se non altro il tempo di studiare i documenti necessari oltre le spese da sostenere, inserendo un minimo di Euro 1.000,00. Nodo irrisolto dell’attività di consulenza è rappresentato dai compensi dei consulenti. Per avere buoni consulenti bisogna remunerarli in modo adeguato. È di intuitiva evidenza, se dotata di cervello, che nessun professionista serio ed affermato sottrarrebbe tempo alla propria attività per mettersi a fare il consulente d’ufficio, se il compenso per l’una e per l’altra di tali attività fossero fortemente divaricati.
Purtroppo, però, la disciplina attuale dei compensi dovuti ai CTU non può esercitare alcuna attrattiva per tale attività, con la conseguenza che spesso gli albi dei CTU diventano un refugium peccatorum per i giovani laureati senza esperienza ed in cerca di qualcosa da fare.
La sopravvenuta e manifesta iniquità di larga parte dei compensi previsti dal D.M. 30 maggio 2002 ha anch’essa generato effetti perversi, e fra gli altri due in particolare:
- a) la “fuga” dall’attività di consulenza dei professionisti migliori, i quali ben difficilmente saranno disposti a sottrarre tempo alla propria attività libero professionale, per dedicarsi ad un’attività largamente meno remunerativa e di nessuna soddisfazione;
- b) la palese illegittimità dei provvedimenti di liquidazione dei compensi al C.T.U. che, sia pure a fin di bene, quotidianamente vengono adottati da molti giudici al di fuori di qualsiasi previsione normativa.
Per correggere il solo compenso a vacazione è dovuta intervenire con sentenza n. 16 del 10 febbraio 2025 la Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la riduzione degli onorari per le vacazioni successive alla prima. E NON E’ CHE IL COMPENSO DELLA PRIMA VACAZIONE CI COSTRINGE A PORTARE SUBITO I SOLDI IN BANCA PERCHE’ TROPPI! E’ DI EURO 14,68 ovvero 7,34 per ora! E parliamo ancora di speciale competenza?… Di obbligo di frequentare corsi di aggiornamento di almeno 200 ore? Forse è necessario riaprire i manicomi, non crede?
- c) Di istituire un deposito cautelativo a copertura del costo, anche se parziale, della consulenza tecnica da versare da parte della parte attrice al momento del deposito dell’Atto di Citazione;
- d) Di risolvere il problema delle perizie che risultano assegnate e che rimangono nel computer della cancelleria come tali anche se, magari, la causa si è risolta senza necessità di eseguirla (es. trovato accordo prima della successiva udienza)
- e) La possibilità di dotare Tribunali ecc. di un locale dove i periti possano svolgere tutte le attività legate all’esercizio della loro professione a similitudine degli avvocati.
- f) Che per le perizie sia emesso il relativo decreto di liquidazione entro 90 giorni dalla consegna delle stesse ed ovviamente dopo la lettura e l’approvazione del magistrato ordinante per qualsiasi categoria di consulente tecnico. E che la/le parti indicate ad effettuare il pagamento siano indicate chiaramente nel decreto e le stesse siano obbligate al pagamento entro 30 giorni con rilevanti sanzioni se non ottemperano. E’ incredibile che siamo chiamati a ad un lavoro di interesse sociale e per questo però pagati peggio di una COLF, trattati male, spesso anticipando spese e dopo un lavoro immane per essere pagati, cosa che, oltretutto non avviene sempre. Non è possibile proseguire così;
- g) Gratuito patrocinio da sostituire con obbligo, per chi è iscritto in tribunale come perito, di assumere la difesa di un non abbiente (con facoltà di controllare che lo sia) ogni 30.000 euro di parcelle su incarichi ricevuti come CTU senza nessuna remunerazione. (Se approvati i punti 1, 5 e 6 di seguito esposti nella SINTESI DELLE PROPOSTE).
SI CHIEDE INOLTRE E SOPRATTUTTO
la costituzione di una commissione che si occupi delle problematiche dei CTU e PERITI. All’epoca del Ministro BIONDI lo stesso approvò detta commissione approvandone la costituzione dei 12 componenti nominando il Ministero di Giustizia i 4 componenti come magistrati, l’ordine degli Avvocati i 4 componenti come avvocati ed il Collegio Periti Italiani i restanti 4 componenti come CTU e PERITI. All’epoca si arrivò al giorno della firma del Decreto quando cadde il governo Berlusconi e conseguentemente la commissione che era già pronta ad iniziare i lavori.
Un ultimo pensiero per il Vice Ministro Francesco Paolo Sisto che ha annunciato con orgoglio che rivaluterà i nostri attuali compensi del 61%. Sia chiaro… Aspettiamo che ciò avvenga prima possibile e ce lo porteremo a casa in quanto bisognosi. Ma forse la presa in giro, continua. Nel 1980 la prima vacazione era di Lire 10.000 (Euro 5,16) rivalutata con il solo indice ISTAT diviene nel marzo 2025 Euro 28,24.
L’attuale prima vacazione di Euro 14,68 che da febbraio è divenuta l’unica legale aumentata del 61% diviene 23,63 ovvero Eu 11,815 per ora. Se lui è orgoglioso noi siamo ancora di più… delusi, arrabbiati, direi FURIBONDI.
SINTESI PROPOSTE
1) All’atto di inizio di una causa l’attore deve presentare un deposito (come in molti Stati della Comunità Europea) di Euro da 2.000,00 a 10.000,00 per la liquidazione del CTU che rimarranno su un c/c del TRIBUNALE per CTU da utilizzare per il pagamento del CTU se eccedente o la differenza restituita nel caso il decreto di liquidazione sia inferiore al deposito;
2) Le convocazioni e qualsiasi altra comunicazione ai CTU sarà spedita esclusivamente ad mail o PEC depositate sul PORTALE;
3) 15 giorni prima il CTU che sarà nominato avrà accesso al fascicolo;
4) All’atto della nomina il giudice domanderà al CTU dandogli il tempo necessario per confermare che i quesiti, solo dal punto di vista tecnico, siano quelli necessari per rispondere a quesiti, inutile dire che il giudice resta il solo a deciderli.
5) La revisione delle tabelle, da parte nostra, è stata depositata tre anni fa nella commissione giustizia e si suggerisce di non aggiornare le percentuali sugli scaglioni come fatto in precedenza. Il metodo è assurdo e sbagliato come concetto. Si devono aggiornare gli scaglioni superando così anche il limite ex miliardo di lire anacronistico e comico se non fosse tragico;
6) La revisione non più ogni tre anni ma automatica annuale secondo indice ISTAT per l’inflazione e ogni tre anni per eventuali aggiunte.
7) Gratuito patrocinio da sostituire con obbligo, per chi è iscritto in tribunale come perito, di assumere la difesa di un non abbiente (con facoltà di controllare che lo sia) ogni 30.000 euro di parcelle su incarichi ricevuti come CTU senza nessuna remunerazione. (Se approvati i punti 1, 5 e 6).
Nel ringraziarLa per la gentile attenzione ed in attesa di un Suo cortese riscontro Le inviamo i nostri cordiali saluti.
(*) Presidente Nazionale del Collegio Periti Italiani
