Roma Capitale

I pescatori professionisti del lago di Bracciano dicono no ai motori elettrici ed alla pesca con la tirlindana

No a motori elettrici per la pesca con la tirlindana da parte di pescatori sportivi nel lago di Bracciano. La Cooperativa presieduta da Michele Scuderoni si dice contraria al “provvedimento che andrebbe ad aggravare ulteriormente la già grave situazione dei pescatori professionali del lago sabatino”. Perché – si spiega in una nota – secondo alcune indiscrezioni il provvedimento che autorizzerebbe i pescatori sportivi a questa pratica con l’impiego di motori elettrici sarebbe in via di pubblicazione ufficiale.
“Ci opponiamo in modo netto e deciso a ipotesi del genere” dice Michele Scuderoni. Ad oggi i pescatori sportivi possono pescare a tirlindana ma solo a remi. Autorizzarli all’uso del motore elettrico sarebbe un atto grave. Sappiamo che spesso i pescatori sportivi pescano le cosiddette matricine, quali ad esempio lucci in fase riproduttiva, andando a depauperare il già ridotto stock ittico del lago di Bracciano”.  Tra le conseguenze del grave abbassamento del lago di Bracciano nel 2017 c’è infatti una riduzione della pescosità del lago. Da anni inoltre i pescatori professionali attenfono che vengano effettuate delle semine di avannotti, semine ad oggi sempre promesse ma non ancora effettuate. Grave inoltre lo stallo che riguarda l’incubatorio ittico ristrutturato ed inaugurato ma non entrato ad oggi in funzione. “Non siamo disposti a tollerare – continua il presidente della cooperativa Michele Scuderoni- la possibilità che i pescatori sportivi possano pescare a tirlindana con il motore elettrico. E’ giunto il tempo che sia dato il giusto sostegno ad una categoria professionale come la nostra, piuttosto che favorire pescatori amatoriali”. 

 

 

 

 

Related posts

A Roma torna l’incubo emergenza rifiuti: si rischiano 900 tonnellate a terra al giorno

Redazione Ore 12

È durata meno di 24 ore l’opera della streetartist Laika ‘La soluzione finale’. Sulle mura del liceo Manara, a Roma, Laika aveva raffigurato un bacio tra il Premier palestinese e Adolf Hitler, per denunciare i crimini dell’esercito israeliano in corso a Gaza, evocando un’analogia tra il terzo Reich e il governo di Tel Aviv. L’opera è stata strappata quasi totalmente, lasciando solo parte della sagoma del dittatore nazista. A riferirlo è la stessa artista: “Quando la verità fa paura”, ha scritto sui social a commento del murale vandalizzato. Quindi ha aggiunto sarcasticamente: “Hanno ricevuto il messaggio”. Sarebbe utile, visto quanto accaduto, anche in altre circostanze, che le autorità si occupassero dell’identificazione di chi ha compiuto il gesto così come è stato fatto per lo striscione esposto dalla fornaia di Perugia.

Redazione Ore 12

Contrasto alla droga, blitz dei Carabinieri nella Capitale, con 10 arresti e sequestro di due chili di stupefacente

Redazione Ore 12