La guerra di Putin

I russi ritirano la loro flotta del Mar Nero da Sebastopoli a Novorossiysk 

di Giuliano Longo

I satelliti da ricognizione occidentali, che hanno  scattato  fotografie l’1 e il 2 ottobre  e rese pubbliche solo mercoledì, mostrano che le principali navi da guerra della flotta del Mar Nero hanno lasciato Sebastopoli trasferendosi  in parte  a Novorossiysk e in parte a Feodosia.

 

Questo spostamento, che complica notevolmente l’esecuzione le missioni di combattimento da parte delle truppe del Mar Nero, è   dovuta ai frequenti attacchi ucraini soprattutto con missili ad alta presone e droni  marittimi e aerei.

 

Le immagini spaziali dimostrerebbero che  Novorossiysk sta diventando la base principale della flotta del Mar Nero per un periodo di tempo indefinito. Entrambe le fregate multiuso d rimaste su quel mare –l’ammiraglio Makarov e l’ammiraglio Essen – si erano appena trasferite da Sebastopoli con la nave pattuglia  Ladny.

 

A Novorossijsk, a giudicare dalle fotografie, sono state anche ridistribuite cinque grandi navi da sbarco e lo staff principale della 41a brigata di navi missilistiche. Mentre anche tutti e tre i sottomarini diesel-elettrici che si sono trasferiti sul Costa Kuban.

 

In sostanza tutto ciò che restava in era sovietica della potentissima 30a divisione di navi di superficie (ex antisommergibile) della flotta delMar Nero, è stato messo fuori pericolo dalla  Crimea

 

Dall’inizio dell’invasione l’intero personale navale della 4a brigata separata si trovava agli ormeggi di Sebastopoli e da lì armava  i missili da crociera Calibre, che regolarmente effettuavano attacchi su obiettivi del territorio ucraino.

 

Parlando di questa improvvisa “grande migrazione” dei “residenti” del Mar Nero, il sito web russo bmpd, pubblicato sotto gli auspici del Centro per l’analisi delle strategie e delle tecnologie (CAST), pone una ironicamente la domanda: “Chi è rimasto nel negozio?” La risposta: quasi nulla è rimasto a Sebastopoli.

 

E’ del tutto evidente  che la flotta del Mar Nero, sotto la pressione del nemico, lasciato, almeno temporaneamente,  la sua base principale, come nel 1918, quando ovunque infuriava la guerra civile e nel 1942 quando la Crimea fu completamente occupata dai nazisti.

 

Cosa ha costretto Mosca a prendere oggi una decisione così difficile? Negli ultimi mesi, la Crimea e soprattutto Sebastopoli  sono diventate bersaglio di una serie di potenti attacchi nemici, e  non tutti respinti con successo. La cronaca ci parla, fra gli altri, di almeno 8 potenti attacchi solo nel 2023, ognuno dei quali è stato supportato dalla efficace ricognizione aerea e spaziale della NATO.

 

Era evidente che ogni nuovo attacco a Sebastopoli stava diventando più potente del precedente, mentre le capacità russa della guerra elettronica e dei sistemi di difesa aerea per respingere tali attacchi dall’Ucraina si stanno avvicinando al limite massimo delle capacità di combattimento.

 

Con questo spostamento, almeno teoricamente, sarebbe più difficile colpire le nuove posizioni delle navi con i missili da crociera  e i droni marittimi se non altro perché l’attacco aereo dall’Ucraina significa che da Odessa in Ucraina a Feodosia in Russia dovrà prima sorvolare l’intero territorio della Crimea, da nord-ovest a sud e sud-est.

 

Certamente  le imbarcazioni marine senza equipaggio possono circumnavigare di nascosto quasi l’intera penisola, ma con grandi difficoltà a causa del pattugliamento quasi continuo di questa zona di mare da parte della aviazione navale russa.

 

Ma il guadagno in termini di sicurezza appare relativoperché gli aerei ucraini, anche se raramente, hanno già raggiunto Feodosia e Novorossiysk. Come l’8 aprile di quest’anno, quando il sistema di difesa aerea russo S-400 Triumph ha abbattuto un missile balistico ucraino Grom-2 sulla regione di Kirov,  località turistica della Crimea. Allora il vero obiettivo dell’attacco era proprio la stazione di localizzazione spaziale di Feodosia.

 

Per quanto riguarda Novorossijsk, la notte del 4 agosto 2023, la grande nave da sbarco “Olenegorsky Komsomolets”è stata improvvisamente attaccata da un drone di superficie ucraino che ne ha bucato la fiancata.

 

Quindi l’incertezza per la sicurezza della flotta permane, a meno che, ipotesi piuttosto improbabile oltre che catastrofica per l’allargamento del conflitto, i russi occupino  Odessa, Ochakov e Nikolaev bloccando definitivamente l’accesso dell’Ucraina al Mar Nero.

aggiornamento la Guerra di Putin ore 10.33

 

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