di Giuliano Longo
Il patriarca Kirill, capo del Patriarcato di Mosca della Chiesa ortodossa russa (ROC MP) controllato dal Cremlino, ha evidenziato le attuali divisioni sociali e ideologiche all’interno della società russa, mentre ribadiva le giustificazioni per la guerra in Ucraina durante un discorso del 31 ottobre.
L’analisi della Chiesa Ortodossa russa
Kirill ha offerto la sua valutazione delle principali minacce esterne e interne allo stato russo durante una riunione dell’Ufficio del Presidium del Consiglio popolare russo mondiale, che includono il conflitto etnico-religioso, la migrazione e l’attuale invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Il Patriarca ha osservato che mentre la guerra in Ucraina è la “minaccia più urgente”per lo stato russo, alcuni, all’interno della società, “preferiscono ignorare”ciò che sta accadendo in prima linea in Ucraina e le difficoltà delle persone che vivono nelle aree di confine più vicine alla zona di combattimento.
Kirill ha criticato i russi che non sono disposti a “rinunciare ai loro comfort personali”e che si affidano a “intrattenimenti frivoli”per distrarli dalla realtà della guerra. Il rimprovero di Kirill ai russi che sono apatici e disinteressati alla guerra, suggerisce che il Cremlino potrebbe essere sempre più preoccupato per la sostenibilità del sostegno della società alla guerra.
I sondaggi d’opinione
Recenti sondaggi d’opinione rilevano che i cittadini continuino a sostenere ampiamente Putin, ma altri suggeriscono che la maggior parte dei russi, in particolare quelli che non hanno perso personalmente familiari sul fronte ucraino, sono in gran parte apatici nei confronti del conflitto ed evitano di pensarci sinchè non li riguarda personalmente.
D’altra parte il Cremlino è attento a questa situazione che di fatto vedrebbe una opinione pubblica ostile a una seconda ondata di mobilitazione, il che giustificherebbe l’eventuale impiego attivo di truppe coreane soltanto nei lembi di territorio russo ancora occupati da Kiev.
Kirill ha già svolto in passato il ruolo di figura chiave nell’iniettare le narrazioni del Cremlino nello spazio informativo russo fors con un lontano richiamo alla “grande guerra patriottica” degli anni 40 del secolo scorso quando Stalin chiese l’aiuto della Chiesa. Mobilitazione che comunque verrebbe richiesta nel caso l’Occidente minacciasse direttamente la Federazione e la sopravvivenza della Russia.
La chiesa russa contro la violenza diffusa nella società
Kirill il 31 ottobre ha anche dichiarato che i predicatori neopagani stanno cercando di far rivivere nel Paese il paganesimo e di instillare un “culto della forza bruta e della crudeltà”, introducendo la falsa credenza secondo cui il cristianesimo scoraggia l’eroismo e il valore personali e denuncia che un neopaganesimo che presente fra le stesse truppe russe . Mentre è probabile che la Russia assista a un aumento significativo di brutalità e crudeltà nelle sue comunità con il ritorno a casa di militari traumatizzati del conflitto. cui lo stato dovrà fornire la necessaria assistenza.
Il problema della immigrazione in Russia
Il patriarca ha identificato “problemi con i migranti”e tensioni etnico-religiose come minacce interne per lo stato russo, mentre il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedevha suggerito l’introduzione di “profili digitali per migranti”,che consentirebbero alle autorità russe di fermare gli stranieri in qualsiasi momento e di identificarli tramite documenti elettronici di immigrazione o di viaggio.
Da tempo Putin sta cercando di trovare tra il soddisfare il suo elettorato ultranazionalista pro-guerra, che sposa sentimenti anti-migranti estremi, ma la sua necessità pratica è di utilizzare quella manodopera migrante sia economicamente che militarmente.
Anche perché è estremamente improbabile che le truppe nordcoreane presentino alla Russia una soluzione a lungo termine per i suoi problemi di manodopera. Tanto più che la Corea del Nord ha probabilmente deciso di impegnarsi in guerra per conto della Russia al fine di acquisire una preziosa esperienza di combattimento in una guerra moderna, ma il modo in cui il comando russo utilizza le truppe nordcoreane in combattimento avrà un impatto sulla loro capacità di interiorizzare e diffondere l’esperienza di combattimento soprattutto se le perdite saranno elevate.
Conclusione
Sostegno patriottico” della Ciesa Ortodossa Russa, apatia della società, immigrazione ritorno dei veterani ed altro anche sono fattori che, almeno per ora, non indicano quella disgregazione o collasso della società russa che l’Occidente auspicava soprattutto con l’imposizione delle sanzioni e che paradossalmente hanno invece rafforzato la presenza internazionale di Putin e della economia russa, consolidando la collaborazione fra Mosca e Pechino .
aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 17.19
