Economia e Lavoro

Il cambio di rotta della Bank of Japan e l’effetto “Carry Trade”

Di fronte a questo scenario, la Bank of Japan (BoJ) ha avviato una svolta storica. Superata l’era dei tassi negativi e del controllo della curva dei rendimenti, l’istituto centrale guidato da Kazuo Ueda, ha progressivamente alzato i tassi d’interesse, ma il divario di rendimento con la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea rimane significativo, alimentando la speculazione e spingendo le autorità di Tokyo a interventi diretti sul mercato dei cambi, anche in coordinamento con Washington.

Rispetto al Dollaro: Il differenziale resta di oltre 2,5 punti percentuali. Questo continuare a remunerare la divisa americana spinge i flussi finanziari verso gli USA, mantenendo sotto pressione il cambio USD/JPY e sostenendo le operazioni di carry trade.

Rispetto all’Euro: Il divario si è ristretto a 125 punti base, riducendo parzialmente il premio sul rendimento espresso in euro rispetto agli anni precedenti, ma continuando a favorire la moneta unica sul mercato dei cambi.

 

Gli scossoni sul cambio si ripercuotono direttamente sulle piazze finanziarie mondiali. Per decenni, lo yen è stato il carburante del cosiddetto yen carry trade: una strategia finanziaria globale in cui gli investitori prendono in prestito liquidità a costo zero a Tokyo per reinvestirla in asset a più alto rendimento negli Stati Uniti o nei mercati emergenti.

Quando lo yen si apprezza improvvisamente o i tassi giapponesi salgono, questi flussi si invertono rapidamente, innescando vendite di copertura a catena su obbligazioni e azioni a livello globale.

Tra risanamento del debito e stabilità geopolitica

Sullo sfondo resta il nodo del debito pubblico giapponese, che supera il 250% del PIL. Il rialzo dei tassi rende più costoso per lo Stato rifinanziare il proprio passivo, costringendo il governo a un difficile bilanciamento tra stimoli fiscali alla crescita e disciplina finanziaria.

La stabilità dello yen non è più soltanto una questione nazionale, ma un fattore chiave per la tenuta del sistema monetario internazionale. Nei prossimi mesi, la velocità con cui la BoJ proseguirà la normalizzazione monetaria e la capacità dell’economia nipponica di generare una crescita reale dei salari determineranno se lo yen tornerà a essere un pilastro di stabilità o una fonte permanente di volatilità sui mercati globali.

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