L’ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso, a maggioranza con 11 voti a favore e 10 contrari, di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti della procura di Roma e del Tribunale dei Ministri nei riguardi di Giusi Bartolozzi (nella foto), ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, indagata per false dichiarazioni ai pm nell’ambito del caso Almasri. La prossima settimana l’aula di Montecitorio sarà chiamata a confermare la decisione.
Pd, deriva sconcertante, ritirare sanzioni contro chi ha difeso da neofascisti
“Assistiamo a una deriva davvero sconcertante. L’Ufficio di Presidenza della Camera ha sanzionato a maggioranza i deputati e le deputate delle opposizioni che si sono presentati in sala stampa per scongiurare la presenza a Montecitorio di esponenti di Casa Pound e di chi si professa apertamente fascista e nazista. Una decisione incomprensibile e grave. Ancora più assurdo: mentre si infliggono sanzioni ingiuste e spropositate a chi ha difeso in modo non violento l’onorabilità della Camera leggendo articoli della nostra Costituzione, lo stesso Ufficio di Presidenza votava a maggioranza uno scudo processuale per Giusy Bartolozzi. Si prendono provvedimenti contro chi tutela la dignità delle istituzioni, mentre chi le disonora mettendo in imbarazzo il Paese viene protetto dalla maggioranza di Giorgia Meloni. Una logica inaccettabile. Chiediamo il ritiro del provvedimento”. È quanto si legge nel comunicato dell’Ufficio di presidenza del Gruppo Pd della Camera.
M5S, sanzionati per gesto giusto mentre a Delmastro semplice tirata orecchie
“Le sanzioni decise dall’Ufficio di Presidenza della Camera per le proteste dei nostri deputati e delle nostre deputate per lo svolgimento di una conferenza stampa di naziskin alla Camera, sono irricevibili. E questo perché riteniamo di aver agito nel giusto e di aver difeso con i nostri corpi l’onore delle istituzioni. È inoltre paradossale che si impongano delle sanzioni a chi ha fatto un’azione a difesa dell’onorabilità del Paese, quando nel contempo ci si limita a una “tirata d’orecchie” per Delmastro, il quale non aveva, come invece previsto da regolamento, dichiarato nulla sulle proprie quote nel famoso ristorante in partecipazione con la figlia di un prestanome della camorra. Con questa scelta la maggioranza di Giorgia Meloni ha mostrato una volta di più i “valori” che la guidano e muovono le sue scelte politiche. Per quel che ci riguarda, queste sanzioni non ci faranno fare nessun patto indietro rispetto alla nostra opposizione. Anzi, semmai rinnoveranno il nostro orgoglio e la nostra determinazione”. Così in una nota il gruppo M5S alla Camera.
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