Politica

Il centrodestra è in cerca di un leader, ma Giorgia Meloni è già pronta a governare

 di Fabiana D’Eramo

“Il centrodestra può vincere le elezioni”. Ne è sicura, Giorgia Meloni. Basta dare un’occhiata ai sondaggi. La leader di Fratelli d’Italia è in cima, e dalla vetta guarda ai suoi alleati. Soprattutto alla Lega, che fino a poco tempo fa si imponeva su FdI e sul partito di Berlusconi nella sua tenuta da papabile presidente del Consiglio. Ed è di fatto il posto vacante a Palazzo Chigi che sta facendo fibrillare la coalizione. All’indomani delle dimissioni di Mario Draghi, è stato subito chiaro a tutti che l’epilogo della crisi aperta dal Movimento 5 Stelle avrebbe spalancato le porte ad un governo di centrodestra. Ma guidato da chi? “Chi vince governa”, ha ribadito sabato Meloni in un’intervista alla Stampa, “questa regola ha sempre funzionato”. E oggi, per il partito che nel 2018 prese il 4%, e ora sfonda il tetto del 20%, potrebbe funzionare ancora di più. Fratelli d’Italia ha rappresentato l’unica vera opposizione all’ampia maggioranza guidata da Draghi. E forse è stata anche questa coerenza a inghiottire consensi. Leghisti e berlusconiani, invece, pur ribadendo il patto d’alleanza con la più piccola, ormai solo d’età, della coalizione, hanno deciso di dare il proprio appoggio al governo per diciassette lunghi mesi, per poi uscire dall’aula nel momento del bisogno. E così la caduta, lo scioglimento delle Camere, in autunno – il 25 settembre – le elezioni. Meno di tre mesi per immaginare il nuovo esecutivo. Intanto il centrodestra si prepara alla prima riunione tra i leader all’inizio della prossima settimana per definire programmi e candidature. “Da tempo lavoriamo alla costruzione di un programma”, ha spiegato la leader di Fratelli d’Italia. “A differenza della sinistra, non ci dobbiamo inventare un’identità. Le nostre proposte si conoscono, si tratta di ribadirle”. E sui rapporti con gli alleati: “che si mettano da parte i tatticismi. Bisogna compattarsi per battere l’avversario. L’avversario è il Pd.” Il vertice a tre dovrà essere una riunione in una sede istituzionale, forse la Camera o il Senato, come ha richiesto la leader di FdI. Basta con gli incontri nelle ville del Cavaliere. Regole chiare. Definire le questioni più spinose, a partire dalla premiership. È determinata, Giorgia Meloni, e insiste sulla ripartizione dei collegi – Forza Italia vorrebbe una divisione equa, un terzo per ogni partito, ma Fratelli d’Italia, proprio in virtù di quello che predicono i sondaggi, ne vorrebbe più o meno la metà. È infatti Berlusconi, per ora, l’unico polo che, più o meno esplicitamente, sembra voler frenare la scalata della leader di FdI. Ma l’ipotesi di diventare presidente del Senato lo tiene calmo.  Salvini, dal canto suo, assicura che, sì, è come dice lei, Palazzo Chigi, sempre che si vinca, è di chi incassa più voti.  “Il centrodestra sarà unito, a differenza di una sinistra divisa e litigiosa. Chi governerà lo sceglieranno gli italiani con i loro voti, chi ne prenderà di più indicherà il premier, come è giusto che sia”, ha detto il leader della Lega ad Affaritaliani.it. Fonti leghiste infatti assicurano che non c’è alcun veto sull’ipotesi Giorgia Meloni premier. E non ci sarà alcuna lista unitaria tra la Lega e Forza Italia. Salvini lo sta dicendo in tutti i modi: non teme Giorgia Meloni. Quello che teme, piuttosto, è che l’“effetto Draghi” abbia impoverito la sua leadership – che senso ha Matteo Salvini addomesticato? A chi parla? E forse è anche per questo che ha deciso di seguire Giuseppe Conte nella sua fuga dal governo. Per non diventare come lui, insignificante, mentre la leader di Fratelli d’Italia, fedele a sé stessa, veniva premiata per la sua coerenza. Quindi, di nuovo, Decreto sicurezza, zero clandestini, Flat tax. Queste le prime proposte della Lega al governo, come ha detto Salvini sabato sera alla festa del partito a Domodossola. Proposte ripescate dalla campagna del 2018 e ributtate sul tavolo delle trattative, incontrando sicuramente il favore di Giorgia Meloni. In un momento come questo – la campagna elettorale sarà rapida e intensa – l’obiettivo deve essere quello di correre di nuovo insieme, di inseguire un sogno tenuto in piedi principalmente dai sondaggi che vedono il centrodestra unito in vantaggio. Ci pensa però Antonio Tajani a restare con i piedi per terra. “Prima bisogna vincere, avere una squadra forte e un buon allenamento. Poi chi alzerà la coppa, si vedrà”, ha ricordato il coordinatore azzurro. Se allunga le mani, però, a Giorgia Meloni, quella coppa sembra già di stringerla. Lo ha detto: è tutto pronto, il programma c’è e la voglia pure. Cominciano le promesse.  “Con la campagna elettorale è ripartita, puntuale come sempre, la macchina del fango contro me e Fratelli d’Italia”, ha scritto domenica su Facebook la favorita ai sondaggi. “Aspettatevi di tutto in queste settimane, perché sono consapevoli dell’imminente sconfitta e useranno ogni mezzo per tentare di fermarci. Se ci riusciranno o no”, e qui ce l’ha con i suoi elettori, “quello dipenderà da voi.” Non c’è paura di mettere le mani sull’Italia – questaItalia, stanca della pandemia, la crescita economica piatta da due decenni, la disoccupazione giovanile costantemente elevata, mentre il debito pubblico vanifica gli sforzi per rilanciare le fortune del paese. In questa atmosfera decadente, dove la gloria sembra poco plausibile, il messaggio di Fratelli d’Italia – che la salvezza nazionale si trova nel blocco dei migranti e nella difesa della famiglia tradizionale – sembra aver trovato un pubblico ricettivo. Lo stesso che quattro anni fa acclamava Salvini a gran voce, ma poi si è fatto distrarre dalla pandemia. Ora che il futuro post-Covid si può intravedere, che i suoi alleati saranno disposti a mettere Giorgia Meloni al volante, sarà un quesito che forse più Forza Italia che la Lega dovrà prendersi la briga di affrontare. D’altronde, con l’uscita dal partito di Gelmini, Brunetta e Carfagna, abbiamo avuto già un piccolo indizio su quello che sta succedendo: la destra più moderata sta scappando dalla destra che ci rimane.

aggiornamento crisi di Governo ore 15.35

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