Esteri

Il ‘comprensibile’ furore di Donald Trump

 

 

Sembra ormai un Trump quasi isolato nella sua guerra fallimentare con l’unico alleato che la condivide per interessi personali e geopolitici, l’amico premier israeliano. Poi i vecchi alleati ricevono, come in occasione dei dazi, solo insulti e minacce. Si parte dall’avvertimento alla Nato, una deriva più che comprensibile, visto che solo Israele potrà beneficiare da questa guerra incomprensibile ed ai limiti della follia nella quale Trump rischia di rimanere, insieme alla comunità internazionale, impantanato.

Iran: Trump, futuro Nato molto negativo se non aiuta

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che la Nato si troverà ad affrontare un futuro “molto negativo” se gli alleati non contribuiranno alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz nell’ambito del conflitto contro l’Iran. “E’ giusto che coloro che traggono benefici dallo Stretto contribuiscano a garantire che non accada nulla di male”, ha evidenziato in una intervista al Financial Times.

“Regno Unito si è rifiutato di intervenire, non lo dimenticheremo”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha affermato che la Gran Bretagna si è rifiutata di schierare le portaerei britanniche nell’ambito del conflitto in corso con l’Iran in Medioriente. “Che otteniamo o meno il loro sostegno, posso dire questo: non lo dimenticheremo”, ha affermato Trump.

Il Presidente Usa fa anche i conti sui Paesi ai quali ha chiesto più impegno.

Trump, chiesto a circa sette paesi di intervenire a Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato di aver chiesto a circa sette paesi di inviare navi da guerra per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. “Chiedo a questi paesi di intervenire e proteggere il proprio territorio, perché è il loro territorio – ha affermato Trump a bordo dell’Air Force One rifiutandosi di nominare i paesi – Sarebbe bello se altri paesi collaborassero con noi per controllare la situazione, e noi daremo il nostro contributo. Lavoreremo con loro”.

Trump ha ‘buone parole’ anche per la Cina

Iran: Trump, Cina deve aiutare, 90% del suo petrolio arriva da Hormuz

“Penso che anche la Cina debba dare una mano, perché ricava il 90% del suo petrolio dallo Stretto di Hormuz”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una intervista al Financial Times aggiungendo che il suo viaggio a Pechino potrebbe essere rimandato. “Potremmo rimandare”, ha ammesso senza specificare altro. A trump risponde a stretto giro di posta Pechino, senza però assumersi responsabilità dal punto di vista militare: Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha ribadito che lo Stretto di Hormuz e le acque circostanti costituiscono rotte internazionali vitali per il trasporto di merci e per il commercio energetico. Ha osservato che il mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione è nell’interesse comune della comunità internazionale. Lo riporta il Global Times. La priorità immediata, ha aggiunto Lin, è che tutte le parti cessino le azioni militari, impediscano l’escalation delle tensioni ed evitino che i disordini regionali abbiano un impatto ancora maggiore sullo sviluppo economico globale.

Dalla Germania arriva invece un giudizio più che negativo sul conflitto

Iran: Germania, se guerra continua gravi ripercussioni su economia

“In Europa non abbiamo una carenza di importazioni fisiche. Importiamo relativamente poco petrolio dagli Stati del Golfo e di fatto non importiamo Lng dagli Stati del Golfo. Ma altre regioni sì, e questo porta a forti aumenti dei prezzi. Se questa guerra dovesse continuare, avremmo gravi ripercussioni sull’economia mondiale. E questo non possiamo permettercelo. Per questo facciamo tutto il possibile per porre fine a questa guerra il più rapidamente possibile”. Lo ha detto la ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche, al suo arrivo al Consiglio Ue Energia. “Facciamo tutto il possibile perché questa guerra finisca il più rapidamente possibile, perché si tratta di riportare la calma nella regione. La guerra contro il regime dei mullah è una guerra contro un regime omicida che opprime il proprio popolo e che da decenni esporta terrorismo. Vediamo poi che la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz porta forti tensioni sui mercati energetici”, ha detto ancora Reiche.

Poi sull’Iran e la possibile trattativa
Iran: Trump, stiamo parlando ma non è pronto per l’accordo

A proposito dei colloqui diplomatici con l’Iran “stiamo parlando con loro, ma non credo siano ancora pronti. Tuttavia, ci stiamo arrivando”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One in merito a un possibile accordo con il regime iraniano.

 

I tanti no all’inquilino pro-tempore della Casa Bianca

 

Tanti i no che in queste ore sta ricevendo Trump, inquilino pro-tempore della Casa Bianca, per un coinvolgimento della sua guerra personale con il Premier israeliano, di Paesi amici, alleati o semplicemente indipendenti dalle volontà del presidente, questo oggi si può dire, guerrafondaio.

L’Unione Europea si dice pronta, non alla guerra, ma ad un altro tipo di missione.

 

Iran: Kallas, colloqui con Onu per missione a Hormuz come nel Mar Nero

Sul Medioriente “l’argomento principale sarà come mantenere aperto lo Stretto di Hormuz durante il fine settimana, ho anche parlato con la Sicurezza delle Nazioni Unite, intendo il Segretario Generale delle Nazioni Unite, ho parlato con Antonio Guterres sulla possibilità di avere anche un tipo di iniziativa simile a quella che abbiamo avuto per il Mar Nero, come far uscire il grano dall’Ucraina, perché la chiusura dello Stretto di Hormuz è davvero pericolosa per le forniture di petrolio, le forniture energetiche all’Asia”. Lo dice l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri.

“L’85% del petrolio e del gas che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz è destinato ai paesi asiatici. Ma è problematico anche per i fertilizzanti. E se quest’anno ci sarà una carenza di fertilizzanti, ci sarà anche carenza di cibo l’anno prossimo. Quindi abbiamo discusso con Antonio Guterres su come fare in modo che ciò accada”, aggiunge.

 

Iran: Australia non invierà navi da guerra nello Stretto di Hormuz

Il governo australiano ha annunciato che non invierà una nave da guerra in Medio Oriente per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale. La ministra dei trasporti australiana Catherine King ha detto all’emittente Australian Broadcasting Corp. di non essere a conoscenza di una richiesta di questo tipo ricevuta dall’Australia. “Non invieremo una nave nello Stretto di Hormuz. Sappiamo quanto sia incredibilmente importante, ma non ci è stato chiesto di farlo né è qualcosa a cui stiamo contribuendo”, ha affermato King. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato di aver chiesto a circa sette paesi di inviare navi da guerra per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, mentre gli attacchi iraniani continuavano a colpire i paesi del Golfo.

Red

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