di Emanuele LUCA*
La cronaca ci ha raccontato dell’aggressione del bambino di otto anni che stava festeggiando nel parco di Fidene il suo compleanno ed è stato aggredito da tre suoi – più o meno – coetanei di etnia Rom.
Purtroppo nel quadrante sud/est di Roma esiste una situazione pesantissima sotto questo aspetto, la quale langue irrisolta, sia dal Comune di Roma, sia dalla Regione Lazio, nonché dal Governo Italiano.
GUALTIERI, ROCCA e PIANTEDOSI, probabilmente, non percepiscono la paura dei cittadini, di questo quadrante di ROMA, che si vedono sempre più accerchiati dalla presenza di ROM, i quali spadroneggiano indisturbati, imponendo ai cittadini romani le loro “regole”, i loro modelli di vita, le loro scorribande spessissimo assolutamente invasive e violente.
L’episodio di ieri che ha visto un bambino di otto anni finire in ospedale con fratture multiple al volto, per le quali ha dovuto subire un intervento di chirurgia maxillo-facciale, per un pestaggio con un bastone, ad opera di tre suoi coetanei di 7-9 ed 11 anni, ripropone il tema dell’inclusione, del rispetto delle regole di convivenza, della lotta alla criminalità diffusa, dei controlli, della formazione scolastica etc.
Ciò che è importante appurare è quali sono le responsabilità dei genitori – ai quali indipendentemente dall’etnia di appartenenza – spetta l’obbligo morale e civile di educare i propri figli, ed in mancanza di questa funzione morale, affettiva e civile, si devono obbligatoriamente applicare le norme che prevedono ben precise attività e decisioni da parte dei Tribunali e dei servizi sociali.
Non può esistere in un Paese civile che accada una cosa di questo genere ed i responsabili non si assumano le colpe e le derivanti responsabilità per fatti di questa gravità, nel caso specifico i genitori essendo i ragazzi tutti minorenni.
Da quanto si apprende sembrerebbe che i tre minorenni – che apparterrebbero a famiglie non italiane che vivono in zona – sono stati tutti identificati pochi minuti dopo l’aggressione scattata per motivi in corso di accertamento durante la festa.
Sembrerebbe altresì che purtroppo non si tratterebbe di episodi isolati.
L’allarme più forte sarebbe relativo ad episodi di violenza verificatisi fra giovanissimi soprattutto nella zona Eur e Tintoretto, situazione questa che parrebbe abbia indotto alcune scuole a divulgare delle circolari per mettere in guardia i ragazzi e le proprie famiglie.
Addirittura nei giorni scorsi la dirigenza di un Liceo scientifico avrebbe avvertito, tramite una nota alle famiglie, della presenza di «ragazzi esterni che infastidiscono gli alunni fuori dai cancelli», invitando i nuclei familiari a non far girare i propri figli «senza scorte».
Difronte al ripetersi di questi fatti chiediamo al Sindaco GUALTIERI anzitutto, e poi al Ministro dell’Interno PIANTEDOSI, ed anche al Presidente della Giunta Regionale del LAZIO, ROCCA, cos’altro dobbiamo attendere che si verifichi prima che si metta mano, seriamente e con provvedimenti adeguati nei diversi settori di competenza, invece che pensare alla balneabilità del TEVERE; questi temi ci sembrano – a noi di PENSIERO POPOLARE ITALIANO – assolutamente più urgenti e prioritari per i cittadini.
Non possono esserci spazi del territorio italiano che lo Stato non controlli, e nei quali non garantisca sicurezza ai cittadini, questo lo ribadiamo con forza e determinazione al Governo ed alle opposizioni presenti in Parlamento.
(*) Vice coordinatore regionale del Lazio di PPI
