Cronaca

Omicidio Cerciello Rega, Cassazione conferma condanna Natale Hjorth

Condanna definitiva per Gabriele Natale Hjorth. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa sulla pena, rendendo irrevocabili i 10 anni, 11 mesi e 25 giorni inflitti al giovane per il concorso anomalo nell’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 nel quartiere Prati, a Roma. I giudici della prima sezione penale hanno invece annullato con rinvio la sentenza d’appello ter limitatamente agli effetti civili e alla valutazione dell’aggravante relativa alla qualifica di pubblici ufficiali della vittima e del collega Andrea Varriale. Una decisione in linea con la richiesta avanzata in mattinata dalla procura generale, che aveva sollecitato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Il terzo giudizio di secondo grado, concluso lo scorso luglio con la stessa pena, era stato disposto dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza d’appello bis, limitatamente al trattamento sanzionatorio, rendendo però definitiva la responsabilità penale di Hjorth. È già definitiva, invece, la condanna a 15 anni e 2 mesi per Finnegan Lee Elder, autore materiale dell’aggressione, che colpì il carabiniere con undici coltellate. Hjorth è difeso dagli avvocati, Francesco Petrelli e Fabio Alonzi.

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Questa volta i controlli dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, in sinergia con l’Arma territoriale, hanno interessato diverse aziende agricole del capoluogo siciliano e provincia per il contrasto del triste fenomeno del caporalato e l’abuso del lavoro sommerso, scaturenti dallo stato di bisogno da parte di alcune fasce di cittadini più deboli, nell’ambito del più ampio piano nazionale della lotta al sommerso disposto a livello centrale. A finire sotto l’attività ispettiva dei Carabinieri specializzati nella tutela del lavoro, sono state 6 imprese nel settore agricolo, di cui 4 risultate irregolari; tra le violazioni in materia di lavoro più ricorrenti sono state rilevate: mancata formazione e informazione dei lavoratori, mancata sorveglianza sanitaria e mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale. In sede di ispezione è stata accertata anche la presenza di 2 lavoratori in nero su un totale di 24 controllati, di cui anche 1 minore extracomunitario. È stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e per aver occupato “in nero” oltre il 10% dei lavoratori, irrogando contestualmente una sanzione aggiuntiva pari a € 3.700,00, impedendo – così – alla ditta di continuare a lavorare in circostanze di illegalità nelle posizioni lavorative dei propri dipendenti. Sono state, inoltre, elevate ammende per un totale di € 82.317,76, e sanzioni amministrative per un totale di € 7.800,00. Si è provveduto al deferimento alla Procura della Repubblica degli imprenditori titolari delle aziende risultate irregolari.

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