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Il fascino dell’antica Roma oltre Manica

di Sara Valerio

 

Pochi uomini nascono coraggiosi; molti lo diventano grazie alla cura e alla forza della disciplina.

Vegezio, scrittore romano del IV secolo

 

La mostra “Legion: life in the Roman Army” appena inaugurata al British Museum di Londra offre un affascinante viaggio attraverso le esperienze quotidiane dei soldati romani e delle loro famiglie, dal momento dell’arruolamento al pensionamento, attraverso reperti, documenti e narrazioni coinvolgenti.

La storia dell’Antica Roma torna ad essere protagonista all’interno di uno dei musei più importanti del mondo, terzo al mondo per numero di visitatori (4,1 milioni nel 2022), a dieci anni di distanza dall’enorme successo riscosso dalla mostra su Pompei, che nel 2013 incrementò del 20% il numero degli ingressi (oltre 7 milioni).

Allestita per la maggior parte con le collezioni antiche del museo, racconta la durissima vita del legionario nell’esercito romano: i requisiti per entrare, la formazione, l’abbigliamento, i combattimenti feroci, la vita familiare, ricostruita attraverso la testimonianza di un vero soldato romano, Claudio Terenziano (II sec. d.C.), del quale si ripercorre l’esistenza dall’arruolamento al pensionamento grazie alle sue lettere, scritte su carta di papiro, sopravvissute nei secoli. Il suo racconto intimo trasporta i visitatori in un viaggio avvincente, partendo dal suo infruttuoso tentativo di unirsi alle legioni nel 110 d.C. fino al suo raggiungimento del pensionamento. Terentianus racconta delle sfide nel cercare di integrarsi, chiedendo supporto per abbigliamento e attrezzatura, prima di essere dispiegato sul fronte orientale durante la guerra di Traiano con i Parti.

Attraverso la vita dei legionari, la mostra racconta anche l’ascesa di Roma, dalla fondazione nel 753 a.C. al 324 d.C., da piccola città a capitale imperiale, dal controllo di un territorio di 4,5 km quadrati all’interno bacino del Mediterraneo, l’Europa nord-occidentale e il Vicino Oriente, estendendosi dalla Scozia alla Siria.

L’impero romano si estendeva infatti per più di un milione e mezzo di km quadrati e doveva la sua esistenza alla sua potenza militare. Promettendo la cittadinanza a coloro che ne erano privi, l’esercito romano – la prima forza combattente moderna e professionale dell’Occidente – divenne anche un motore per la creazione di cittadini, offrendo una vita migliore ai soldati sopravvissuti al loro servizio.

L’arruolamento era attraente per molte ragioni, tra cui uno stipendio regolare e lo status sociale. Mentre i cittadini ottenevano benefici considerevoli, i non cittadini avevano l’opportunità di ottenere la cittadinanza dopo 25 anni di servizio, portando a una trasformazione sociale per loro e le loro famiglie. Tuttavia aveva rigorosi requisiti fisici e sociali, inclusi almeno 172 cm di altezza e un’età inferiore ai 35 anni. Dopo aver giurato fedeltà, le reclute erano obbligate a servire per almeno 25 anni, e potevano smettere solo con il pensionamento, la dimissione per motivi medici o la morte.

Esisteva la possibilità di una progressione interna, con soldati che cercavano trasferimenti o avanzamenti di carriera in base alle loro abilità e connessioni sociali. Ruoli come portabandiera e centurione erano ambiti e ben remunerati. La cavalleria, in particolare, era una posizione molto ricercata, offrendo pagamenti extra per mantenere cavalli e attrezzature. Dalla vestizione per la battaglia alla vita nei campi e alle campagne, la mostra presenta una panoramica completa della vita militare, esplorando anche la vita nelle fortezze, dove le comunità militari si stabilivano.

La sezione finale descrive il pensionamento dei soldati romani, con un focus sulla vita dopo il servizio militare. Circa il 50% dei soldati raggiungeva il pensionamento, ricevendo bonus considerevoli e, nel caso dei cittadini, la possibilità di acquistare terre.

Tra gli straordinari oggetti esposti, lettere su papiro scritte da soldati in Egitto e le tavolette di Vindolanda – alcuni dei documenti scritti a mano più antichi sopravvissuti in Gran Bretagna.

Uno dei pezzi più prestigiosi esposti è un’armatura romana del II secolo, ricostruita come un puzzle da centinaia di frammenti dagli archeologi del National Museums Scotland. Scoperta, nel 1906, nel sito del forte Trimontium vicino a Melrose, Scottish Borders, si tratta di un parabraccio in ottone completamente a pezzi, esposto per 25 anni al Museo Nazionale Scozzese, l’esempio meglio conservato del suo genere e uno dei soli tre conosciuti dell’intero Impero Romano.

L’esposizione, aperta fino al 23 giugno 2024, prevede anche una serie di eventi collaterali organizzati in collaborazione con il museo londinese: corsi di latino per principianti; attività ludiche gratuite per le famiglie e performance sul mondo degli dei e dei miti ispirate alle Metamorfosi di Ovidio.

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