Economia e Lavoro

Il gioco a scacchi sui carburanti. Nuovo provvedimento tampone del Governo

 Nuovo provvedimento tampone del Governo per calmierare il prezzo dei carburanti. Convocato d’urgenza un consiglio dei ministri per varare un nuovo decreto e prorogare il taglio delle accise. Intanto associazioni datoriali e dei Consumatori tuonano.

Carburanti: Fnaarc Confcommercio, su accise non si può vivere di sole proroghe

– Dopo quasi un mese di applicazione, il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio viene prorogato per altri due giorni, il 25 e 26 agosto, con un impatto finanziario di 20,8 milioni di euro. Lo sottolineano da Agenti FNAARC, Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, riconoscendo “lo sforzo fatto dal Governo per attenuare il caro carburante in una fase segnata da tensioni e incertezze internazionali, ma chiede interventi strutturali ed efficaci in grado di attenuare la volatilità dei mercati nel lungo periodo”.

“Comprendiamo che l’andamento dei mercati internazionali renda difficile prevedere l’evoluzione dei prezzi – dichiara Alberto Petranzan, presidente nazionale Agenti FNAARC – ma non possiamo vivere di proroghe. Abbiamo bisogno di certezze e quindi di correttivi strutturali e adeguati per compensare le importanti oscillazioni dei carburanti”.

Secondo l’ultima rilevazione disponibile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riferita al 24 agosto, il gasolio self costa in media 2,131 euro al litro e la benzina 2,010 euro. In autostrada i prezzi salgono rispettivamente a 2,204 e 2,088 euro al litro. Il gasolio resta quindi sopra i due euro nonostante il taglio delle accise. Rispetto al 25 agosto 2025, quando costava mediamente 1,622 euro al litro, è aumentato di circa 51 centesimi, oltre il 31%. Nello stesso periodo la benzina, esclusa dal provvedimento, è cresciuta di circa 32 centesimi al litro, quasi il 19%. Con prezzi così elevati e diversi da un distributore all’altro, sottolinea Agenti FNAARC, alla pompa non si percepisce il vantaggio dei 17 centesimi.

Per gli agenti di commercio Enasarco “il carburante rappresenta uno dei costi più importanti del proprio bilancio e i forti rincari vanificano i vantaggi del regime forfettario che ha aiutato molti agenti di commercio nella sostenibilità dell’attività”, ma “anche il rinnovo dell’auto è diventato un problema. La vettura viene sostituita mediamente ogni quattro anni e richiede un investimento sempre più oneroso, mentre capire quale alimentazione potrà restare sostenibile nel tempo è sempre più complesso. Il diesel, tradizionalmente scelto da chi percorre molti chilometri, risente delle oscillazioni del prezzo del gasolio e dell’aumento delle accise. L’elettrico richiede un investimento iniziale più elevato e, per chi viaggia in tutta Italia, presenta ancora difficoltà legate alla diffusione delle colonnine e al costo delle ricariche rapide”.

“Sostituiamo l’auto ogni 4 anni per elevato chilometraggio e oggi scegliere tra diesel, benzina, ibrido ed elettrico è diventato quasi un terno al lotto – prosegue Petranzan – Per programmare un acquisto consapevole serve una politica energetica chiara e che guardi al futuro”.

“A pesare sull’acquisto è anche una fiscalità lontana dalla realtà attuale. Il limite di costo fiscalmente riconosciuto per le autovetture degli agenti di commercio è ancora pari a 25.822,84 euro, importo mutuato dai 50 milioni di lire fissati nel lontano 1986 e mai adeguato ai prezzi delle auto”, prosegue Agenti FNAARC, che chiede perciò “correttivi che limitino l’impatto dei rincari e permettano agli agenti di programmare i costi dell’attività. Resta inoltre necessario aggiornare la fiscalità per l’acquisto dell’auto, ancora ferma a parametri definiti quarant’anni fa”.

“La proroga affronta l’emergenza per altre 48 ore, ma dal 27 agosto il problema sarà ancora lo stesso – conclude Petranzan – Gli agenti di commercio sono sulla strada tutto l’anno e hanno bisogno di una politica che guardi oltre dopodomani”.

 

 

Carburanti: Codacons, extraprofitti fatto concreto, per automobilisti prezzi record

 

“Il Codacons attacca il governo, che da anni prende tempo di fronte all’evidenza dei maggiori margini di guadagno realizzati dalle grandi aziende dell’energia e dei carburanti, rinviando interventi in grado di reperire risorse da destinare alla tutela dei cittadini contro i continui rincari”. Lo afferma il Codacons, replicando alle dichiarazioni del responsabile Energia di Forza Italia, Luca Squeri, che ha definito un ‘facile slogan’ la richiesta di tassare gli extraprofitti per contrastare il caro-carburanti. “Gli extraprofitti – sottolinea il Codacons – sono quei guadagni aggiuntivi e inattesi rispetto alla normale redditività che un’impresa o un settore ottengono grazie a circostanze eccezionali o a fattori esterni favorevoli. Forse Squeri non si è accorto che negli ultimi anni le grandi aziende dell’energia e dei carburanti, e non solo, hanno visto crescere sensibilmente i propri profitti in concomitanza con crisi ed eventi eccezionali. Tutto questo mentre famiglie e piccole imprese si ritrovano in ginocchio a causa dei carburanti alle stelle e di bollette di luce e gas sempre più insostenibili”. “Gli extraprofitti sono un fatto concreto, certificato dai bilanci e dai mercati, eppure nessun governo ha mai avuto il coraggio di toccarli davvero. Neanche quello di Giorgia Meloni, che tra accise, tasse sugli extraprofitti e promesse di riduzione dei costi dell’energia ha inanellato una lunga serie di promesse da marinai nei confronti dei cittadini”, prosegue il Codacons. Se, come sostiene lo stesso Squeri, eventuali speculazioni o comportamenti anticoncorrenziali devono essere individuati e contrastati dalle autorità competenti, allora si passi dalle parole ai fatti. Il Codacons chiede al governo di intensificare i controlli sull’intera filiera dei carburanti e sulla formazione dei prezzi, verificando margini, ricavi e profitti realizzati nelle diverse fasi che portano il carburante fino alla pompa. “Gli italiani hanno diritto di sapere quanto degli aumenti registrati alla pompa sia realmente riconducibile alle quotazioni internazionali, ai costi di raffinazione e alla logistica, e quanto invece finisca nei margini degli operatori. Liquidare la questione degli extraprofitti come uno slogan non serve a tutelare i consumatori e non dà alcuna risposta a chi oggi è costretto a spendere cifre record per fare rifornimento”. Il Codacons invita quindi “il Governo a studiare misure volte a reperire risorse dagli extraprofitti realizzati dai grandi player dell’energia e dei carburanti, destinandole alla lotta al caro-vita e al contenimento delle tariffe a carico di famiglie e imprese”. “Non è più il momento degli slogan né dei rinvii: il Governo trovi il coraggio di intervenire sugli extraprofitti e utilizzi quelle risorse per alleggerire subito il peso di carburanti e bollette su famiglie e piccole imprese”, conclude il Codacons.

 

Carburanti: Unc, prosegue escalation prezzi, governo tagli subito accise

 

“Prosegue l’escalation dei prezzi dei carburanti. La benzina in autostrada sta per raggiungere la soglia di 2,1 euro al litro, mentre il gasolio è da 3 giorni stabilmente sopra il limite di 2,2 euro, 2,207 euro da 2,204 di ieri, un valore inferiore a quello del 28 luglio, pari a 2,250, giorno di entrata in vigore del decreto che ha tagliato le accise di 14 cent, sconto che in pratica è stato oramai vanificato”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se il Governo non lo rinnovasse nemmeno, quando invero andrebbe raddoppiato, il prezzo del gasolio andrebbe oltre la soglia di 2,3 euro, raggiungendo i 2,378 euro al litro in autostrada e i 2,307 nella rete stradale, diventando così il gasolio più caro di sempre”, prosegue Dona.

“Invece di buttare la palla in Europa, chiedendo a loro di tassare gli extraprofitti, così da poter avere una scusa per dare la colpa ad altri, il Governo dovrebbe assumersi la responsabilità di tagliare le accise di 30 cent per il gasolio e di 14 per la benzina, invece di continuare a starsene in vacanza e a non convocare un Consiglio dei ministri”, conclude Dona.

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