Migliaia di famiglie libanesi stanno fuggono dal sud del paese a causa dell’escalation delle tensioni e dei bombardamenti israeliani che hanno ucciso centinaia di persone che ormai temono una invasione da terra del Libano meridionale.
La logica israeliana alla base di tale mossa è che un’offensiva di terra potrebbe rappresentare la migliore possibilità per respingere i combattenti di Hezbollah oltre il fiume Litatani verso il centro del Paese. In questo modo si raggiungerebbe l’obiettivo di proteggere i propri confini settentrionali e di consentire ai 60.000 residenti costretti a fuggire dal nord di Israele, di tornare alle proprie case.
Indipendentemente dalla motivazione, un’invasione di terra e una potenziale occupazione è confermata dalla presenza di migliaia di soldati in stand By a ridosso del confine c per una eventualità che non è senza precedenti. Infatti già nel 1982, Israele invase il Libano nel mezzo della sua guerra civile, assediando Beirut con risultati catastrofici per l’intera regione.
Non solo l’invasione di terra provocò la morte di migliaia di civili, ma l’occupazione del Libano fece sprofondare una nazione già fragile, in un permanente caos politico ed economico, favorendo proprio la nascita di Hezbollah che oggi minacciano lo stato ebraico. Anche l’invasione di allora affonda le sue radici nel conflitto Israelo-palestinese , proprio come avviene oggi negli scontri tra Hezbollah e Israele.
La creazione dello stato di Israele nel 1948 fu accompagnata dalla “Nakba o “catastrofe”, per i palestinesi. Nei violenti travagli del parto di uno stato ebraico su una terra abitata, tra gli altri, da popolazioni arabe con profondi legami ancestrali con i villaggi, più di 750.000 palestinesi furono espulsi o fuggirono.
Molti rifugiati entrarono in Libano, dove nel 1964 nacque l’ l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), la resistenza armata che aveva già negli anni 70 20.000 combattenti addestrati, che parteciparono attivamente al lancio di attacchi contro Israele dal suolo libanese.
Nel 1982, il Libano era già da 7 anni nel pieno di una guerra civile tra cristiani, musulmani libanesi e palestinesi. Il 6 giugno 1982, il ministro della Difesa israeliano Ariel Sharon, futuro leader del paese, lanciò l’operazione “Pace in Galilea” e invase il Libano con lo scopo di eliminare l’OLP di Yasser Arafat.
Oltre 40.000 soldati israeliani con centinaia di Carri armati, entrarono in Libano da tre punti: via terra attraverso il confine nel Libano meridionale; via mare dalla costa di Sidone e via aerea bombardando la valle della Beqaa, Beirut e i campi profughi palestinesi.
Per due mesi Beirut fu sotto assedio senza acqua ed elettricità tagliate. A causa dei pesanti bombardamenti e della mancanza di accesso ai beni di prima necessità, si stima che siano morti circa 19.00 civili e combattenti libanesi, siriani e palestinesi e 5.500 civili di Beirut Ovest.
Le autorità libanesi chiesero aiuto agli Stati Uniti, alla Francia, all’Italia e al Regno Unito. Questi paesi formarono la Forza Multinazionale per il Mantenimento della Pace per assistere le forze armate libanesi ed evacuare i combattenti dell’OLP in Tunisia.
Nell’agosto del 1982, la forza multinazionale aveva trasferito con successo i combattenti dell’OLP e aveva iniziato a ritirarsi dal Libano. Tuttavia, vennero richiamati quando la violenza divampò. Dopo l’assassinio del presidente eletto Bashir Gemayel, avvenuto il 14 settembre 1982, la milizia cristiana falangista entrò nei due campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila e uccise oltre 2.000 civili palestinesi.
Successivamente il governo israeliano istituì la Commissione d’inchiesta Kahan per indagare sugli omicidi, la quale concluse che Israele era indirettamente responsabile dei massacri “falangisti” .
Tutta questa premessa storica è rilevante per comprendere la situazione attuale nella regione, perché l’invasione e l’occupazione del Libano, l’ assedio di Beirut e i massacri che ne sono seguiti hanno portato proprio alla nascita di Hezbollah, le milizie sciite oggi controllate da Teheran.
Mentre i membri della comunità sciita emarginata del Libano nel sud avevano cercato a lungo di mobilitarsi attraverso partiti politici e milizie panarabe, fu l’invasione di Israele a galvanizzare i membri della comunità per creare infine Hezbollah. Come ha osservato l’ex ministro della difesa e primo ministro israeliano Ehud Barak in un’intervista del 2006: “è stata la nostra presenza lì a creare Hezbollah”.
L’invasione di Israele ha anche inasprito i rapporti del Libano con l’Occidente. Molti musulmani libanesi e palestinesi consideravano la forza multinazionale, in particolare gli Stati Uniti, un fallimento r persino di complicità con Israele. Dal 1982 in poi, gli americani e gli altri occidentali divennero allora un bersaglio. Nel decennio successivo 80 americani ed europei furono presi in ostaggio dai combattenti delle milizie sciite. Alcuni furono toturati per mesi e altri morirono in prigionia.
Il 23 ottobre 1983 E il un attacco terroristico colpì la caserma americana a Beirut, uccise oltre 300 persone, tra cui 220 Marines, 18 marinai e tre soldati. Pochi minuti dopo, un secondo attacco suicida uccise 58 paracadutisti francesi. La Jihad islamica rivendicò la responsabilità dei due attacchi e si ritiene che alcuni dei suoi membri siano tra coloro che fondarono Hezbollah nel febbraio del 1985.
L’invasione del 1982 non riuscì quindi a raggiungere gli obiettivi di arginare gli attacchi a Israele dal Libano meridionale, anzi, ebbe l’effetto opposto di far crescere l’opposizione ad Israele in molti libanesi, creando le condizioni in cui Hezbollah ha potuto reclutare le sue milizie.
Sebbene Israele si sia ritirato da Beirut nell’agosto del 1982, ha continuato a occupare il Libano meridionale fino al 2000. Durante quel periodo ha detenuto illegalmente molti libanesi sospettati di resistere all’occupazione israeliana. Alcuni sono stati detenuti senza accuse in condizioni disumane , mentre altri sono stati trasferiti illegalmente in Israele.
Con un simile sfondo, la legittimità di Hezbollah agli occhi di molti libanesi è cresciuta così come il sostegno . Tanto che nel 1989, alla fine della guerra civile libanese, le autorità firmarono un accordo che, pur non facendo riferimento diretto a Hezbollah, confermò il diritto del Libano alla “resistenza” contro l’occupazione israeliana nel sud. Questa clausola è stata interpretata da Hezbollah come una legittimazione della sua lotta armata contro l’occupazione.
Dopo la fine dell’occupazione nel 2000, Hezbollah dovette reinventare il proprio ruolo, sostenendo che avrebbe continuato a combattere contro Israele fino alla liberazione delle contestate fattorie di Shebaa, delle alture del Golan e della Palestina occupata.
Nel 2006, le milizie sciite entrarono per la prima volta in territorio israeliano, uccidendo tre soldati e rapendone altri due, chiedendo in cambio il rilascio di prigionieri libanesi. Per rappresaglia l’esercito israeliano attaccò il Libano da terra, mare e aria , entrando oltre i suoi confini con una serie di operazioni.Nella guerra che ne seguì non si verificò alcuno scambio di prigionieri, ma si concluse con la morte di 1.100 civili libanesi e 120 soldati israeliani.
Fino all’attacco terroristico di Hamas a Israele il 7 ottobre 2023, sopravvivevano speranze che decenni di ostilità tra Libano e Israele potessero essere sul punto di cambiare. Nell’ottobre 2022, Libano e Israele firmarono un accordo sul confine marittimo mediato dagli Stati Uniti e interpretato come l’inizio della normalizzazione delle relazioni tra due paesi tecnicamente in guerra.
Ma la portata della crisi umana a Gaza e la serie di eventi che ne sono seguiti in Libano hanno messo fine a tali speranze. La solidarietà fattiva di Hezbollah con Hamas ha portato a una serie continua di attacchi a Israele e relative devastanti risposte, che sono aumentati nel corso dell’ultimo anno.
Non ultima l’oreazione dei cercapersone trappola che ha preso di mira i combattenti di Hezbollah e ucciso diversi civili in tutto il Libano il 17 settembre 2024 e ha innescato una serie di eventi che hanno visto la morte di 500 libanesi, mentre è aumentata la portata degli attacchi missilistici in Israele da parte di Hezbollah. Missili oggi in grado di I suoi raggiungere i 250-300 chilometri colpendo Haifa e la base aerea di Ramat David della città e ieri la stessa Tel Aviv.
Il passo successivo in questa mortale escalation sarà probabilmente l’invasione di terra. Ma nel 1982, un’operazione del genere ha portato solo a risultati catastrofici per tutti gli interessati, e ha creato le condizioni per decenni di ostilità lungo il confine tra Libano e Israele. Un’offensiva simile oggi avrebbe quasi certamente risultati simili, soprattutto per il popolo libanese.
GiElle
aggiornamento la crisi mediorientale ore 11.00
