Politica

Il no di Meloni a von der Leyen riscrive il cammino dell’Italia in Europa – e non solo

di Fabiana D’Eramo

Alla fine Ursula Von der Leyen è stata rieletta presidente della Commissione Europea senza i voti del partito di Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia ha rivelato di aver votato contro solo dopo essersi espressa nel segreto dell’urna. Ora l’Italia è all’opposizione, sul versante dei Patrioti di Matteo Salvini, di Viktor Orbàn e di Marine Le Pen.

A confermare il voto contrario della delegazione di FdI, il co-presidente del Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei, Nicola Procaccini: “Votare a favore di Ursula von der Leyen avrebbe significato andare contro alcuni dei nostri principi”, ha dichiarato, nonostante il rapporto amichevole che Meloni ha coltivato negli ultimi due anni con la presidente bis. Ma Procaccini aggiunge che, ad ogni modo, il partito cercherà un rapporto costruttivo con la Commissione e valuterà caso per caso se approvare o respingere le sue proposte. “Noi avremmo preferito una scelta diversa”, ha spiegato, “ma la rispettiamo, e nei giorni che verranno lavoreremo nei contenuti con il nostro modo di fare serio e responsabile ma fermo”. Ha negato che il voto contrario sia stato indicato loro dall’Ecr, specificando che il gruppo è composto da “partiti che non rinunciano alle prerogative nazionali e ognuno si esprimerà sulla base dell’interesse nazionale”.

Tra Oxford, dove la premier sta presenziando al vertice della comunità politica europea, Strasburgo e Roma, quindi, si levano giustificazioni e accuse. Mentre il capogruppo di FdI alla Camera Tommaso Foti ha sottolineato come il rapporto tra Meloni e von der Leyen sia sempre stato buono “sotto il profilo personale” ma non sotto quello politico – si scaglia contro il Green deal, che non vuole “demonizzare”, ma… – il capodelegazione di FdI all’Eurocamera Carlo Fidanza assicura che il “no” alla presidente della Commissione non pregiudicherà i rapporti di lavoro istituzionale. “Le scelte fatte in questi giorni, la piattaforma politica, la ricerca di un consenso a sinistra fino ai Verdi hanno reso impossibile il nostro sostegno a riconferma della presidente Ursula von der Leyen”, ha detto Fidanza, ma è certo che questo non andrà a precludere all’Italia “un ruolo adeguato in seno alla prossima commissione”.

Ma di fatto la scelta di Meloni riallinea Fratelli d’Italia al resto dei Conservatori Europei e al gruppo dei Patrioti. Una presa di posizione che l’allontana dalle forze europeiste per tenerla stretta nelle braccia della destra estrema. Una decisione coerente con il rifiuto di mettersi contro Orbàn, il quale, anche in questa occasione, è stato richiamato dalla presidente della Commissione per aver incontrato Vladimir Putin. “Due settimane fa”, ha detto Von der Leyen, “un premier europeo si è recato a Mosca. Questa cosiddetta missione di pace è stata solo una missione dell’acquiescenza, dell’appeasement, una politica di eccessive concessioni. Solo due giorni dopo i jet di Putin hanno colpito un ospedale pediatrico. Era un messaggio del Cremlino per raggelare noi tutti. Nessuno vuole la pace più dell’Ucraina e l’Ue sosterrà l’Ucraina finché sarà necessario”. Per protesta, dai banchi dove sedevano i Patrioti si sono levate le grida “Bravo Orban”. Considerando il forte atlantismo che Meloni ha dimostrato dall’inizio del suo mandato, sarà da vedere se si unirà anche al coro che la Lega e il resto dei Patrioti canteranno per Donald Trump affinché vinca la sfida di novembre.

Il “no” di FdI si affianca dunque a quello di Lega, M5s e Sinistra, mentre sul sostegno a von der Leyen sono schierati Pd, Verdi e Forza Italia. Per quest’ultimo si è espresso ovviamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Congratulazioni a Ursula von der Leyen!”, ha esultato sui social. “Fieri del grande lavoro di squadra del Ppe per sostenere la tua conferma alla guida della Commissione europea. Conta sempre su Forza Italia per costruire un’Europa più competitiva, più sicura e portatrice di pace”. Tajani aveva assicurato anche al governo di poter contare su di lui ma, a questo tipo di destra, per ora, Giorgia Meloni ha voltato le spalle, arrendendosi a una posizione d’isolamento.

aggiornamento voto von der Leyen ore 12.34

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