È stato dunque assegnato il riconoscimento considerato tra i più prestigiosi del mondo letterario. L’Accademia di Svezia ha annunciato il Nobel per la letteratura 2025 attorno alle 13 del 9 ottobre. Secondo l’Accademia, il premio gli è stato assegnato con la seguente motivazione: “per la sua opera avvincente e visionaria che, nel bel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte”. Nato a Gyula, autore di romanzi e raccolte di racconti, nel 2015 ha vinto l’International Man Booker Prize, pubblicato in Italia da Bompiani, che ha in catalogo Satantango, finalista al Premio Gregor Von Rezzori e al Premio Strega Europeo 2017, Melancolia della resistenza, Il Ritorno del Barone Wenckheim, vincitore del National Book Award for Translated Literature nel 2019, Guerra e guerra e Seiobo è discesa quaggiù.
Il premio va allo scrittore ungherese “per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte“. Assegnato per la prima volta nel 1901, vinto lo scorso anno dall’autrice coreana Han Kang , quest’anno il più ambito premio letterario al mondo è dunque andato a un autore ungherese, autore di romanzi e racconti segnati dalla malinconia, in cui uno dei temi ricorrenti è quello dell’attesa: “Questa specie di attesa fa parte dell’uomo. Che è sempre stato, ed è, in una condizione abbastanza pietosa, per questo non scommetterei troppo sul fatto che arriverà un’epoca in cui noi aspetteremo in maniera diversa. Non riusciremo mai ad accettare che la speranza è vana, ed è proprio questo che alla speranza dà la sua insuperabile forza di attrazione. L’apocalisse non è un evento accaduto o che sta per accadere. Noi nell’apocalisse viviamo. L’apocalisse è già in questo momento. È sempre. È il contesto naturale del mondo umano”, spiegava lo scrittore intervistato da Repubblica nel 2017.
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